I prezzi dei metalli non ferrosi hanno chiuso la settimana rimbalzando, dopo i minimi (settimanali e plurisettimanali) raggiunti giovedì 23. Le quotazioni avevano segnato buoni spunti, tra lunedì e martedì, pur con qualche incertezza derivante dall’andamento negativo della settimana precedente. Da mercoledì 22, al contrario, il mercato ha iniziato una sensibile correzione, con aumento della volatilità e i prezzi sono caduti, faticando a trovare assorbimento, nonostante la sicura presenza di alcuni traders a caccia di affari, nella zona dei minimi.
Cosa è accaduto ai prezzi di mercato dei metalli non ferrosi quotati al London Metal Exchange, questa settimana? Di seguito le “forbici” di prezzo indicate ai nostri clienti Domenica 19 febbraio, per la settimana 20-24 febbraio. Pubblichiamo di seguito, a scopo promozionale, i livelli previsti con i nostro metodo di analisi.
Cosa è accaduto ai prezzi di mercato dei metalli non ferrosi quotati al London Metal Exchange, la scorsa settimana? I nostri clienti avevano ricevuto le indicazioni che seguono, prima dell’apertura dei mercati (Domenica 12 febbraio) e negli ultimi giorni ci hanno ringraziato moltissimo per la precisione, l’efficacia, l’utilità delle ipotesi formulate, grazie alle quali hanno potuto trarre beneficio nella gestione degli approvvigionamenti, delle coperture rischio e, più in generale, delle strategie per il futuro.
A seguito delle festività del Capodanno (fino Domenica 5 febbraio), il mercato era apparso inizialmente cauto, con movimenti bidirezionali, in attesa di nuove indicazioni sul futuro. Poi i prezzi hanno preso un orientamento chiaramente rialzista, soprattutto dopo i dati sulla bilancia commerciale cinese di venerdì 10 (dai quali sono emerse anche importazioni record per il ferro e altre materie prime).
Prezzi in forte rialzo al London Metal Exchange, per i metalli non ferrosi, in chiusura di settimana, dopo alcuni giorni di assestamento, con andamento irregolare. Volumi in crescita e un evidente intervento della speculazione, con i traders che a sorpresa sono intervenuti in acquisto, in un momento (venerdì, chiusura di settimana) che di regola vede prevalere le vendite di realizzo, approssimandosi il week-end.
Quotazioni contrastate e volumi in calo per i non ferrosi, in una settimana che ha visto ritirarsi gli operatori cinesi per un lungo periodo di festività (fino al 6 febbraio), in occasione del Capodanno lunare, che ci condurrà nell’anno del Gallo di Fuoco.
Il mercato cinese dei prodotti siderurgici corre a briglia sciolta, il resto del mondo sta a guardare perplesso, i più autorevoli commentatori riprendono a parlare d’irrazionalità di questi movimenti, di “bolla” dei prezzi che, inevitabilmente, finirà per scoppiare, travolgendo coloro che, per avventura, se ne fossero fidati.
Un fattore esterno, di natura tecnica, ha improvvisamente condizionato il mercato dei metalli non ferrosi, generando molta tensione e una reazione a catena, fatta anche di comportamenti obbligati, o meno riflessivi di quanto sarebbe opportuno. Il blocco del sistema telematico LME, per assenza di connessione, ha creato molte difficoltà, in settimana, soprattutto ad operatori asiatici.
Nelle ultime ore, forti acquisti di ferro e prodotti siderurgici quotati hanno portato ad un’impennata dei prezzi, al mercato di Dalian e Shanghai. La ragione del movimento risiede nell’annuncio di ulteriori tagli produttivi nella provincia di Hebei (dove si produce un quarto di tutto l’acciaio cinese). La notizia parla di un taglio di 31.86 milioni di tonnellate.
Nella calma assoluta che contraddistingue il mercato, in questo periodo festivo (a dire il vero in Italia nulla si muove da tempo, indipendentemente da feste o altro), qualcuno non lontano sta comprando rottame, a prezzi crescenti (anche di molto) e senza badare a spese.
Non si tratterebbe di piccole quantità, tra l’altro, ma di ingenti forniture che vengono letteralmente risucchiate da una certa zona geografica. Con quale destinazione?