Prezzo del petrolio, previsione 2012: estratto da nostro report mensile di febbraio

Come lo scorso anno decidemmo di render pubblica la nostra previsione  a 12 mesi sul prezzo dell’alluminio, a scopo promozionale e pubblicitario, abbiamo ora deciso di condividere nel blog un breve stralcio dal nostro report mensile di febbraio 2012, relativamente alla previsione annuale sull’andamento dei prezzi petroliferi (WTI).

Ricordiamo che impresestudi professionali possono richiedere una prova gratuita dei reports Alluminio, Acciaio, Rame, Nichel, Zinco, Piombo, Stagno,Euro-dollaro, contattando:

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Estratto da Report Annuale Metalli (Revisione mensile 27 febbraio 2012)

“- Dopo (…) elaborazioni ed analisi (…), formuliamo ora le seguenti ipotesi:
a) aumentate probabilità di un top per i prezzi petroliferi in area 111.00$ (WTI);
(…)

In riferimento al futuro andamento delle quotazioni petrolifere, la nostra ipotesi attuale è di un possibile andamento in un range di 111-98 $ nel prossimo mese di marzo (2012), con successiva discesa sotto il minimo previsto (98 $) in direzione del livello di 70 $.

Completiamo il quadro con una previsione di quotazioni in un’area compresa tra 70 e 93 $ per la restante parte dell’anno 2012″.

Tratto da Report Annuale Metalli di Base, Revisione mensile di febbraio 2012. Inviato ai nostri clienti il 27 febbraio 2012.

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Metalli, dollaro, petrolio: brevi note sul mercato

Il 3 maggio parlammo di momento della verità per i mercati, in arrivo dal successivo 4 maggio. I fatti sono stati in questo senso. Poco tempo a disposizione per aggiornare il blog, per cui saremo estremamente concisi. L’attuale andamento dei mercati, di nuovo previsto con precisione, sembra la fotocopia di quello del 2011. Andate a leggere ciò che dicemmo nei primi mesi dello scorso anno e nei primi mesi del 2012 e vedrete che le nostre analisi sul futuro erano ispirate, allora come oggi, da due fattori: crisi europea e sensibile rallentamento economico dei BRICS. Non avevamo creduto a prospettive diverse, per quanto ben propagandate, che furono alla base del divergente andamento dei mercati, rispetto alle condizioni dello scenario economico e finanziario, molto più a lungo di quanto ragionevole.

Il risultato fu ed è una visione pessimistica delle prospettive dei prezzi di borsa, che è stata rispettata sia lo scorso anno che oggi, anche se dopo molte finte e falsi segnali direzionali che volevano far pensare ad una diversa sorte per materie prime, preziosi, indici azionari, mercato obbligazionario.

Metalli non ferrosi e acciaio (LME 3 mesi)

Alluminio: con riferimento a questo bene, da aprile avevamo ipotizzato un movimento dei prezzi all’interno di una fascia di valori di 2.160 – 2.020 $ che continua a contenere il mercato. Le proiezioni sull’andamento a 12 mesi (che non possiamo riferire perché materia riservata ai clienti) continuano a rispettare le nostre attese.

Acciaio: la nostra previsione di lungo periodo sull’acciaio risale a luglio 2011. Da allora i mercati si sono comportati come anticipato, nella fase di rialzo ed in quella successiva di discesa, a nostro avviso non terminata.

Rame: il prezzo del rame ha ripetutamente cercato d’ingannare i traders sulla futura direzione del mercato. Venuto meno il sostegno da parte della domanda reale dalla Cina, altri fattori, di carattere prevalentemente finanziario e simili a quelli emersi nel 2011 hanno a lungo sostenuto i corsi di mercato. I prezzi 2012, tuttavia, non hanno avuto la forza di ripetere le bizzarrie dello scorso anno e si sono fermati non lontano dall’area dei massimi storici precedenti (estate 2008, prima della crisi finanziaria) da cui sono scesi ai livelli attuali, al di sotto del supporto di 7.880 $. Le ottimistiche aspettative del mercato di inizio anno sono svanite rapidamente, di recente, dopo l’ennesima finta rialzista di fine aprile fondata, tuttavia, su sostegni poco solidi.

Nichel: il prezzo si trova ormai in prossimità di un’area di supporto molto delicata (16.500 $) che da molto tempo, secondo le nostre elaborazioni, era ritenuta difficilmente violabile . Il quadro dei fondamentali continua ad essere debole e nel verosimile caso di continuazione delle tensioni sui mercati, anche detto livello potrebbe essere sfidato, con conseguenze ulteriormente negative.

Quanto a zinco, piombo, stagno, c’è poco da dire. I movimenti di prezzo e le tendenze sono quelle indicate con grande anticipo dallo scorso anno. Ne riparleremo in futuro. Preferiamo tornare invece, brevemente, su dollaro USA, petrolio, oro e pubblicare un breve stralcio dal nostro report settimanale dello scorso 16 aprile (con richiamo alle previsioni di febbraio):

“(…) Torniamo ora, sinteticamente, su due temi legati all’andamento delle materie prime e dei metalli industriali. Ricordiamo la nostra opinione di febbraio di un possibile top per i prezzi petroliferi (WTI) non oltre 111 $ con successiva e significativa discesa e quella di un movimento di ripresa dei corsi del dollaro. Per il momento gli eventi sembrerebbero andare nella direzione allora prefigurata anche se i movimenti di prezzo di petrolio e dollaro si stanno realizzando in modo lento e graduale, alternato a temporanee fasi di movimento contrario e sempre senza violare al ribasso quota 100$ per il petrolio ed 1.3000 per il tasso di cambio euro/dollaro.

Su questi due fatti manteniamo la nostra opinione espressa in febbraio con il risultato che un eventuale raggiungimento del target previsto (si vedano i reports di febbraio) per il petrolio dovrebbe influire, in prevalenza, su alluminio e acciaio; la ripresa dei corsi del dollaro, al contrario, potrebbe agire in modo più diffuso sul complesso delle materie prime, con la possibilità di effetti più marcati, ad esempio, sul rame, sul quale il sovrapprezzo derivante dal fattore speculativo è di particolare ampiezza.

L’oro (…) potrebbe essere oggetto di ulteriori attacchi ribassisti, pur trattandosi di un bene ancora interessante, nel lungo periodo, in una prospettiva di riserva di valore e bene rifugio”.

Suggeriamo ora una visita al sito di GM CONSULENZA, società che abbiamo contribuito a fondare nel 2006 e che offre un periodo di 3 settimane di prova gratuita dei servizi di reportistica e previsione sui mercati delle materie prime, con particolare riferimento a metalli non ferrosi, acciaio, preziosi. Il mercato dei cambi completa l’elenco dei temi più seguiti.

Imprese e studi professionali possono richiedere una prova gratuita dei reports, contattando:

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Mazziero Research, Ricerca Finanziaria Indipendente

Finalmente online il sito di Mazziero Research:

http://www.mazzieroresearch.com/

Ci tenevamo particolarmente ad essere i primi a dare il benvenuto al sito che fa capo a questa Società di cui abbiamo parlato in varie occasioni e con cui collaboriamo.

Maurizio Mazziero ed Andrew Lawford, come si suol dire, non hanno bisogno di presentazione e per questo rinviamo al sito sul quale campeggia il loro messaggio di benvenuto e che presto si arricchirà di interessanti contenuti.

Coraggio e spirito d’iniziativa sono valori più rari, in questi tristi tempi di crisi, benvenuta Mazziero Research!

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Mercati in crisi e beni rifugio 2012

Da fine 2011, parlando di prospettive dell’oro nel nuovo anno, non avevamo nascosto le nostre opinioni caute sulle future sorti di questo e di altri beni considerati “rifugio”, pur vedendo chiaramente i numerosi rischi presenti nello scenario internazionale e pur essendo stati tra i primi, dieci anni fa, a parlare dell’imminente mercato rialzista per materie prime e metalli preziosi. La ragione dell’odierna prudenza in merito deriva, al contrario, principalmente dalla tardiva partecipazione di una crescente massa d’investitori a certe tendenze e sappiamo bene come finiscono per comportarsi i mercati non appena la folla prende posizione, in un senso o nell’altro…

Di seguito segnaliamo due articoli di gennaio 2012 in cui parlammo di questo tema:

Beni rifugio e mercati 2012

Quali beni rifugio nel 2012?

Detto ciò non abbiamo assolutamente smesso d’interessarci a questi argomenti, ma preferiamo una pausa di riflessione, funzionale ad un più deciso ritorno sul mercato, in circostanze ed a condizioni diverse. Prova di ciò, ad esempio, la nostra introduzione al recente  lavoro di analisi di Mazziero Research dal titolo “L’oro e gli strumenti di investimento”. Ricordiamo, tra l’altro, che il quaderno di ricerca è acquistabile, nostro tramite, al prezzo di 89 euro IVA compresa e per prenotare è sufficiente l’invio di una email a:

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Sempre in argomento di beni rifugio ed a proposito del largo e crescente interesse suscitato da questo tema, vogliamo segnalare il recente convegno dal titolo “Beni rifugio: la via d’uscita dalla crisi finanziaria” organizzato dal magazine online Banca&Mercati testata giornalistica ricca di contributi in diverse aree del settore bancario-finanziario, nonché organizzatrice di numerosi eventi su temi di attualità e di particolare interesse.

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Di seguito un riassunto dei temi trattati durante il convegno di cui sopra, a cura di Elena Giordano.

Beni rifugio, istruzioni per l’uso

Dall’opera d’arte, al lingotto d’oro, all’immobile: nuove forme di investimento alternative per diversificare il portafoglio e cercare lidi tranquilli in cui sostare. Incrementando la profittabilità

La paura fa 90, e non solo: in questi mesi il timore che le scelte in campo finanziario generino redditività negative è molto alta. Per questo le persone e le società sono alla ricerca di porti nuovi e sicuri ai quali approdare, in termini di prodotti, opere d’arte, opportunità immobiliari, preziosi. L’argomento è stato oggetto del convegno “Beni Rifugio: la via d’uscita dalla crisi finanziaria”, organizzato da Banca&Mercati, che si è tenuto a Milano qualche giorno fa.

Quando il lingottino vale

Oro da vendere o acquistare? Il suggerimento degli esperti è quello di rivolgersi solo ai negozi che aderiscono all’Associazione Nazionale Operatori Professionali Oro. Il gruppo, nato nel 2010, ha proprio lo scopo di tutelare sia le aziende che i privati, proponendo un servizio serio, con quotazioni reali e documentazione a disposizione. Spiega Andrea Zironi, presidente dell’associazione, e amministratore unico di Studio 18 Karati Spa: “Nel 2011, l’intero settore dell’oro è cresciuto del 2%, e l’oro da investimento è cresciuto del 36%. I nostri associati consigliano l’acquisto dell’oro – la cui quotazione è salita dal 1978 al 2000 passando da 200 dollari l’oncia a 2.000, attestandosi ora sui 1.600 dollari – sia come bene rifugio, che come strumento per fare trading. In futuro è destinato a rimanere stabile. È un buon prodotto per proteggere i propri risparmi, e diversificare e normalizzare il portafoglio. I lingotti dello Studio 18 Karati Spa vanno dai 5 grammi al chilo, e sono completamente traccianti, a livello di materia utilizzata”.

Dell’oro da investimento si occupa anche Unione Fiduciaria, dopo aver notato che il prezioso giallo era oggetto di quote di capitali scudati da parte di clienti italiani. Fabrizio Vedana, vicedirettore generale della società, spiega le tipologie di investimento legate all’oro: “Si va dal lingotto al fondo di investimento. L’oro fisico può essere acquistato o dai privati o presso alcune banche, attraverso un Conto-Metallo, in grado di produrre la documentazione in linea con le richieste della Banca d’Italia. Da un punto di vista fiscale, l’oro è allineato agli altri strumenti finanziari”.

Il quadro: bello e profittevole, con le giuste accortezze

L’investimento in arte è stato presentato da Pietro Ripa, dirigente Area Pianificazione strategica, research e I.R. di Banca Mps, come opportunità in grado di restituire, un domani, l’investimento effettuato, oltre a un capital gain. “Chi acquista in arte, un mercato che vale 61 miliardi di dollari, per il 70% sceglie di acquistare in pittura”, spiega. A livello mondo, l’attenzione va posta nei confronti dell’Asia, la cui quota sta crescendo in maniera esponenziale (anno su anno del 40%). L’investimento in arte, conferma Edoardo Didero, amministratore delegato di ArtNetWorth: “Permette di diversificare il portafoglio, e garantisce ancora un certo beneficio fiscale. Il problema del settore è però la scarsa trasparenza: per le persone non addentro a questi temi è difficile capire le logiche dell’investimento e difficile reperire le informazioni”. Non solo, le differenti posizioni tra gallerista e collezionista in certi casi pongono sei problemi di scelta, arrivando anche ad allontanare i potenziali investitori. Secondo Claudio Borghi, professore di Economia e Mercato dell’arte della Cattolica e autore del volume “L’oro bellissimo. Il mercato dell’arte visiva da spesa a investimento”, proprio il settore dell’arte è in un momento di cambiamento. Questo grazie a Internet. “Quando le grandi case d’asta hanno messo on line – spiega – le aggiudicazioni, anche del passato, hanno consentito a tutti di possedere un prezzo di stima dell’opera. Di valutare se il prezzo di un autore sale e scende.

E poi c’è il caro mattone

Ottima alternativa alla finanza, il mattone, come spiega Francesco Assegnati di Assoimmobiliare, continua a tenere, nel medio e lungo periodo. Secondo Marzia Morena, architetto Rics Italia: “Anche nel nostro settore, così come accade per l’oro e per l’arte, occorre puntare sulle stesse tematiche: qualità, trasparenza, regole. Questo per uniformare il mercato a livello internazionale, e sfruttare il patrimonio italiano per uscire dalla crisi.

Elena Giordano


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Crisi del debito, titoli di stato, tassi d’interesse: l’opinione di Usemlab

Qualche giorno fa parlammo dell’ultimo libro edito da Usemlab del nostro amico Francesco Carbone e intitolato “a Scuola di Economia”. Pare che il volume sia molto richiesto e ieri sera abbiamo sentito Francesco, per il consueto scambio d’opinioni settimanale, con un tono decisamente soddisfatto.

Oggi abbiamo deciso di pubblicare il suo ultimo articolo “Il Fiore all’Occhiello di una grande Bolla” sul tema del mercato dei tassi d’interesse e titoli di stato. A proposito di questo argomento, meglio non perdere il ricordo di quanto Francesco scrisse lo scorso luglio, a proposito dei BTP e dell’Italia, nell’articolo intitolato “Occhio ai BTP”.

Alla radice delle analisi di Francesco Carbone c’è sempre, ben radicato, il concetto della conoscenza quale strumento d’azione nel campo economico, per gli investitori, ma anche e soprattutto per gli imprenditori la cui figura, nell’impostazione dell’autore, è centrale. In proposito suggeriamo la lettura dell’articolo “Valore e Importanza della Conoscenza” ed ovviamente di acquistare “a Scuola di Economia” .

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Il futuro dei prezzi petroliferi

Il futuro dei prezzi petroliferi sarà il risultato dell’azione combinata di tre fattori: tono dell’economia mondiale, investimenti finanziari difensivi da parte di grandi istituzioni (da molti anni sempre più coinvolte ed interessate al mercato delle materie prime) e fattore geopolitico. Riprendiamo il filo del discorso iniziato a gennaio, brevemente e secondo la tipica impostazione del blog, e rammentiamo le considerazioni d’inizio anno, espresse qui:

Petrolio 2012: che scenario per prezzi e consumi?

Prezzo del Petrolio: che direzione nel 2012?

Ricordiamo che le nostre analisi hanno colto nel segno, negli scorsi anni, anche con riferimento a questo tema e le indicazioni molto precise, fornite ai nostri clienti nel 2011, si sono rivelate corrette. Ricordiamo altresì che in questo blog siamo soliti pubblicare solo qualche breve e sintetico spunto dalle analisi riservate ai nostri clienti.

Tornando ai prezzi petroliferi, occorre rilevare che, mentre i mercati sono stati regolarmente attenti alla prospettiva geopolitica, lo stesso non si può dire per le altre verosimili cause dell’andamento dei prezzi, ovvero investimenti/speculazione e tono della congiuntura internazionale. Al contrario, le nostre recenti analisi si focalizzano principalmente su questi ultimi fattori.

Quanto al fattore geopolitico, isolamento dell’Iran e sanzioni sono sempre al centro dell’attenzione, ma il risultato finale potrebbe anche essere meno scontato del previsto. Oltre a Cina e Russia, ovviamente, un altro grande attore, di cui si parla molto meno, potrebbe avere un peso importante nello scacchiere. Si tratta dell’India ed in particolare delle sue relazioni con le altre potenze e con gli Stati Uniti. Tra i contributi in italiano se ne parla qui, in un articolo di China-files a firma di Matteo Miavaldi.

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Mercati: prove di rimbalzo a brevissimo?

Dopo aver previsto la caduta di euro, petrolio ed oro e le conseguenze del recente deterioramento del sentimento degli operatori sulle materie prime maggiormente legate ai cicli economici; dopo aver manifestato la nostra diffidenza sul rimbalzo dei corsi nella mattinata di lunedì 7 maggio, la nostra opinione sull’andamento dei mercati, nel brevissimo, vede ora un significativo aumento delle probabilità di una ripresa delle quotazioni meno effimera e fragile di quella di lunedì. Alcuni fattori e circostanze legate al tipico modo di muoversi dei mercati, a questo punto, deporrebbero in tal senso.

Qui i nostri recenti pezzi del 3 e 7 maggio, dai titoli:

Euro, Oro, Petrolio: momento della verità?

Euro, Oro, Petrolio: rimbalzo poco convincente…

Non si tratterebbe comunque, a nostro avviso, di un cambio di direzione, ma di un semplice rimbalzo tecnico. L’approssimarsi del fine settimana, infatti, potrebbe favorire prese di beneficio da parte di quanti abbiano ben approfittato del recente movimento ribassista, anche per evitare i rischi di mantenere le posizioni a cavallo del week-end. A ciò si aggiunga l’eventualità di una temporanea ripresa degli indici azionari, così come la possibilità di qualche nuova notizia (nuove misure anti crisi, nuovi aiuti, ecc.) sul versante della crisi del debito.

In tal senso potrebbero aiutare anche le decisioni della Banca d’Inghilterra, di porre termine al proprio programma di stimoli (acquisto di bond) che farebbero pensare a qualche miglioramento della situazione, così come il rimbalzo già in atto per il dollaro australiano, favorito da ragioni tecniche e dal tono dei dati sull’occupazione nel Paese, comunicati in nottata e migliori delle attese.

Infine, anche la permanenza dei prezzi in zone di supporto tecnico di particolare significato per indici, materie prime, cambi e preziosi, rafforza questa convinzione.

Insomma potrebbe essere giunto il momento di un temporaneo recupero dei corsi di euro, oro, petrolio, commodities, forse dopo un ultimo e rapido calo funzionale alla rimozione degli stops di quanti, anticipando i tempi, stiano già tentando la strada del rimbalzo. Ovviamente si tratta di nuovo di un’ipotesi, ma le probabilità in tal senso sono molto aumentate e di ciò occorre dar conto, dopo opportune e rigorose verifiche ed avendo sempre come riferimento il rapporto potenziale rischi-profitti.

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Euro, Oro, Petrolio: rimbalzo poco convincente…

Lo scorso 3 maggio pubblicammo un breve articolo in cui si dava per imminente una discesa dei prezzi di euro, oro, petrolio, con l’obiettivo di una definitiva violazione delle ristrette fasce di valori che hanno contenuto l’andamento del mercato di questi beni, per oltre due mesi. Il collegamento è qui: http://www.mercatiefuturo.com/?p=1895

Gli avvenimenti successivi, del 4 maggio, sono stati nel senso dell’ipotesi formulata che, per il momento, sembrerebbe rivelarsi corretta.

Quanto al rimbalzo dei prezzi, in atto dai minimi di stamattina, il nostro pensiero è che esso non dovrebbe escludere la prosecuzione del movimento ribassista indicato, ma tendere ad affievolirsi, fino a lasciar nuovo spazio alla discesa.

Il mercato, nella sua caduta, ha sfiorato livelli decisamente importanti e dai quali era sempre riuscito, in passato, a recuperare terreno. L’area 95 dollari per il petrolio (WTI), valori sotto la linea di 1.3000 per l’euro dove mani invisibili sono sempre accorse, in passato, ad arginare le cadute e la zona dei 1.625$ per l’oro. Una ripresa da questi valori, pertanto, conferma la tenacia di certi supporti tecnici, ma non dovrebbe significare nuovo cambiamento di direzione, fino ad inequivocabile prova contraria.

Di fatto, i risultati delle elezioni tenutesi in alcuni Paesi europei erano largamente attesi e scontati e, con riferimento ai dati sull’occupazione USA di venerdì, i mercati erano spesso riusciti ad assimilare di molto peggio, senza particolari reazioni. La nostra opinione era ed è che gli operatori stessero cercando validi motivi per vendere, in attesa di tempi migliori. Dobbiamo fermarci qui, essendo materia riservata ai nostri clienti.

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Matrimonio: il Wedding Style secondo Mauro Adami e Stroili Oro

Usciamo per un momento dalle tematiche tipiche di questo blog per segnalare un interessante appuntamento cui parteciperà l’amico stilista Mauro Adami (DomoAdami), in collaborazione con Stroili Oro, il più importante brand retail italiano di gioielleria.

Pubblichiamo di seguito parte del comunicato:

“Giovedì 10 e venerdì 11 maggio il flagship Stroili Oro di corso Vittorio Emanuele a Milano diventerà una vera e propria accademia del matrimonio. In cattedra, il gusto e l’ironia di Mauro Adami che accoglierà i dubbi di ogni sposa e li trasformerà in sorprendenti soluzioni di stile, perché nulla è più unico e prezioso di ciò che una sposa sceglie per il suo giorno più importante! Per partecipare all’evento le future spose potranno iscriversi via Facebook attraverso la pagina personalizzata all’interno della pagina ufficiale Stroili Oro. Qui verrà creato un form di iscrizione che permetterà agli utenti di prendere parte a ‘Made To Be Loved’ fino all’esaurimento dei posti disponibili”.

Qui il comunicato integrale, altre informazioni. Invito wedding event STROILI ORO – MADE TO BE LOVED 10_11 MAGGIO MILANO

Made To Be Loved – 4 incontri evento con mauro Adami organizzati da StroiliOro – programma

Invito wedding event STROILI ORO – MADE TO BE LOVED 10_11 MAGGIO MILANO

Made To Be Loved! I gioielli per la sposa Stroili Oro 2012

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Mercato dell’acciaio, brevissime dal nostro report di oggi

Pubblichiamo di seguito qualche particolare dal nostro report acciaio di oggi.

“(…) Calma relativa per i prezzi dell’acciaio, negli ultimi giorni. Il sentimento si è deteriorato senza ancora trasferirsi drammaticamente ai prezzi. (…) Il mercato è in modalità di attesa”.

“(…) Poco tempo fa ci occupammo del mercato nord americano del metano, con le quotazioni di questo gas scese a 2 $ per milione di BTU. La forte espansione di trivellazioni non convenzionali, per la ricerca di gas naturale ha avuto un impatto positivo sui consumi di tubi nel 2011. Tuttavia, il livello attuale dei prezzi del metano ha rallentato l’attività di esplorazione e il recente crollo delle quotazioni del petrolio rischia di avere un impatto negativo su uno dei pochi settori brillanti del mondo siderurgico”.

“(…) Nel campo dei derivati quotati segnaliamo il nuovo record di posizioni aperte del future sugli HRC di New York, con circa 15 mila contratti (ogni future equivale a 20 tonnellate “corte” o short tons)”.

Le previsioni settimanali, mensili, annuali sull’andamento dei prezzi sono riservate ai nostri clienti ma è possibile, per imprenditori e managers, richiedere prova gratuita (3 settimane) dei nostri servizi di reportistica settimanale contattando:

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