Metalli non Ferrosi, i fattori da considerare, nel prossimo futuro

Il mercato dei metalli non ferrosi ancora non riesce a trovare un punto di equilibrio da cui ripartire. Lo schema non è cambiato e vede una soverchiante presenza dei venditori, in uno scenario dominato da un pessimismo di cui ancora non si vede la fine. I prezzi non sono riusciti a trarre vantaggio nemmeno dal recente recupero delle quotazioni del cambio euro-dollaro, tornato in area 1.1000 dai minimi nei pressi di 1.0800.

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A comprimere le quotazioni dei metalli non ferrosi, nelle borse mondiali sono ancora, soprattutto, le prospettive dell’economia cinese e l’andamento, molto pesante, dei corsi petroliferi. Il recente comportamento dei maggiori indici azionari aggrava le condizioni di questo mercato, così come la svalutazione dello yuan (e del rublo). I traders hanno ignorato anche la notizia che l’industria cinese dei metalli riceverà finanziamenti per 30 miliardi di yuan per acquistare scorte.

Allo scopo di una miglior comprensione di questo mercato, nelle prossime settimane occorre considerare, a nostro avviso, i seguenti fattori. Lunedì 18 dovrebe essere una giornata di attesa, complice la chiusura dei mercati americani per il Martin Luther King day, a meno che l’indice dei prezzi delle case in Cina (che sarà comunicato in tale data) non sorprenda il mercato con una lettura lontana dalle attese, nel bene o nel male.

Già da martedì 19 la volatilità dovrebbe riprendere quota, con importanti dati cinesi in calendario (vendite al dettaglio, produzione industriale, investimenti fissi urbani, prodotto interno lordo). E’ molto probabile che i mercati manifestino alti livelli di tensione, nelle ore precedenti dette comunicazioni e, se effettivamente ci saranno sorprese, in un senso o nell’altro, potremo assistere all’ennesima caduta dei prezzi o, al contrario, ad un sensibile rimbalzo tecnico, secondo lo schema che da mesi caratterizza l’andamento dei prezzi di questi fondamentali beni.

Nei giorni seguenti, le quotazioni dovrebbero tornare a muoversi traendo ispirazione dal comportamento dei mercati azionari, del petrolio e, soprattutto del dollaro, guardando alle principali comunicazioni statistiche americane ed europee e, ovviamente, alla riunione della Bce del prossimo 21 gennaio.

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Immediatamente dopo questo importante appuntamento, il focus del mercato tenderà a spostarsi sulla riunione della Federal Reserve del 27 gennaio in cui, quasi certamente, i tassi resteranno invariati, ma sarà ugualmente interessante seguire le considerazioni del banchiere centrale statunitense per meglio comprendere le possibili dinamiche future dei tassi americani.

Non si possono escludere, inoltre, nuovi proclami o iniziative dei leaders cinesi, volte a rassicurare mercati e investitori. Simili eventualità potrebbero muovere i prezzi, anche sensibilmente, ma nel brevissimo periodo, dato il nero pessismismo che ancora caratterizza il mercato.

In seguito e, più in generale, la liquidità del mercato dovrebbe tendere ad un progressivo inaridimento, all’approssimarsi delle festività per il Capodanno cinese. Ogni anno, quando si avvicina il “Festival della Primavera”, prevalgono le chiusure o sistemazioni di posizioni ed è poco verosimile che gli operatori pongano in essere iniziative importanti. I traders di tutto il mondo tendono ad adeguarsi a ciò, preferendo rinviare le loro iniziative dopo aver nuovamente saggiato l’appetito dei traders cinesi, nella seconda metà di febbraio.

People walk under a Chinese Lantern display during a Chinese New Year eve celebration at Chinatown in Manila February 18, 2015. The Chinese Lunar New Year on February 19 will welcome the Year of the Sheep (also known as the Year of the Goat or Ram). REUTERS/Romeo Ranoco (PHILIPPINES - Tags: SOCIETY RELIGION)
Chinese New Year celebrations Photo: Reuters

Pertanto, tra fine gennaio e le prime settimane di febbraio, potremmo assistere ad una situazione di relativa tranquillità oppure, al contrario, ad un andamento nervoso e volatile (proprio a causa della minore liquidità) ma, a logica, sembra poco probabile che si assista all’inizio di una tendenza precisa, destinata a durare nel tempo, prima del ritorno al lavoro dei buyers cinesi. In quelle settimane è probabile che il focus sia soprattutto sul comportamento della moneta americana e dei maggiori indici azionari del mondo.

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In particolare, a proposito di cambio euro-dollaro, presto torneremo a parlarne anche qui, insieme ad alcuni temi del mercato valutario 2016.

Nell’attesa, informiamo i lettori interessati a tale tema che, secondo le nostre ipotesi,  dai valori correnti in area 1.0900, riteniamo che le probabilità di ulteriore apprezzamento superino significativamente il potenziale ribassista che vedremmo, nel caso, limitato a 3-4 figure.

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