Euro-Dollaro, mercato dei cambi, diversificazione valutaria: riepilogo delle analisi 2012, in attesa del 2013…

Il mese scorso abbiamo terminato le nostre consuete proiezioni sul mercato dei cambi con orizzonte temporale di 12 mesi e quindi fino a settembre 2013, ipotizzando per l’euro-dollaro una “forbice” di valori massimo-minimo per i prossimi quattro trimestri. Non possiamo ovviamente riferirne qui, trattandosi di materia riservata in via esclusiva ai nostri clienti, ma invitiamo imprenditori e professionisti ad una prova bisettimanale gratuita della nostra reportistica, per attivare la quale è sufficiente contattare i seguenti recapiti:

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Quanto all’andamento dei cambi, nell’arco del 2012, esso è stato ancora una volta in linea con le indicazioni fornite alle aziende nostre clienti ad inizio anno, come si può riscontrare anche solo leggendo negli “Archivi” del blog. I nostri toni di “moderato pessimismo” sull’euro e niente di più, alla fine, erano in senso corretto. Così come l’ipotesi (ribadita l’1 agosto) di un significativo recupero delle quotazioni, entro fine anno.

Per oggi riproponiamo solo alcuni spunti tratti da articoli dei mesi scorsi, ma ancora decisamente attuali, sulle prospettive dell’euro, del dollaro, del mercato dei cambi, secondo le nostre analisi.

Cominciamo con le idee sul futuro a breve termine, espresse lo scorso 26 settembre nel “pezzo” intitolato “Euro-Dollaro, quale direzione per il cambio” :

” (…) Nei prossimi tempi, per quanto possiamo dire qui nel blog, anche nelle fasi di debolezza non vedremmo l’euro sotto quota 1.2500 e così, in quelle di forza che pure, probabilmente, torneranno, viste le recenti iniziative dei banchieri centrali, l’area 1.3000-1.3300 dovrebbe rivelarsi ostica. Analisi e scenario preparati per i nostri clienti coprono, come sempre, un orizzonte temporale di 12 mesi, fino a settembre 2013 e contengono ipotesi precise sulla dinamica dei prezzi (di cui in questa sede non possiamo, ovviamente riferire), basate su tutti i diversi fattori già noti o probabili, allo stato attuale (…)”.

La ripresa dei corsi dell’euro, durante l’estate scorsa, ha colto di sorpresa la gran parte del mercato; il movimento di ripresa è cominciato in un periodo molto difficile e dopo molte settimane in cui il tema della cosiddetta “diversificazione valutaria”, ovvero l’acquisto di monete diverse dalla nostra, per diminuire i rischi ad essa connessi, era diventato dominante nelle cronache finanziarie. Ebbene il mercato dei cambi si è mosso in senso del tutto opposto all’opinione comune e la moneta europea ha iniziato un movimento di ripresa che l’ha riportata in area 1.3000 contro dollaro; il recupero c’è stato anche nei confronti delle altre monete diverse dal dollaro ed in certi casi è stato non trascurabile verso alcune altre valute decisamente preferite dal mercato.

La nostra idea in merito, espressa l’1 agosto nell’articolo “Euro, Dollaro, Diversificazione valutaria: prospettive del mercato dei cambi” era la seguente e prevedeva anche un netto recupero dell’euro, entro fine anno:

(…) Quanto al tema assai dibattuto, in questo momento cruciale, della diversificazione valutaria, soprattutto in funzione di evitare il “rischio euro”, pur non potendo addentrarci nella materia con considerazioni che restano riservate ai nostri clienti, ci preme almeno invitare ad una riflessione circa le attuali effettive potenzialità di questo orientamento. Semplificando e pur ritenendo opportuna, in linea teorica e di principio, una diversificazione tra valute (magari includendo anche l’oro) conviene, a nostro avviso non lasciarsi trascinare dall’emozione visto che i mercati tendono, tipicamente, a spingere la massa nella direzione sbagliata. Forse, pensando oggi alla diversificazione valutaria, in un contesto in cui se ne sente parlare così più assiduamente che un tempo e con toni di drammatica urgenza, vale almeno la pena di riflettere se, allo stato attuale, essa appaia effettivamente come un’esigenza pressante ed irrinunciabile, oppure sia un tipico segnale “contrarian” che, dagli attuali livelli, la strada delle quotazioni dell’euro, verso il basso, non è più molta (…)

(…) Nonostante i forti rischi sul versante economico (che dovrebbero ispirare cautela ed avversione al rischio, a beneficio del dollaro USA) e la possibilità di una più pesante degenerazione della crisi del debito, non abbiamo ancora modificato la nostra opinione in merito al futuro del cambio euro-dollaro, rispetto a quanto ipotizzato a gennaio. La nostra idea, in altre parole, resta ancora moderatamente negativa per il futuro, ma considera anche la possibilità di una significativa ripresa dell’euro, entro l’anno (…)”.

Il mercato, dunque, si sta ora riequilibrando, dopo un periodo eccessivamente lungo in cui le posizioni venditrici faticavano a trovare assorbimento. A questo punto occorrerà vedere se traders ed operatori torneranno ad avere un maggior grado di fiducia nell’euro. Per il momento, infatti, il peso della chiusura delle operazioni ribassiste sembrerebbe esser stato decisamente soverchiante nell’imprimere il cambio di direzione al mercato, più che un vero e proprio mutamento di sentiment, con significativo ritorno di acquisti veri e propri ed investimenti. Ne parlammo già nell’articolo del 16 settembre, intitolato “Euro-Dollaro, ribassisti in trappola: quanta benzina c’è ancora nel motore dell’euro?” cui rinviamo.

Quanto alle nostre opinioni sul futuro, su fine 2012 e sul 2013, non possiamo riferirne qui (trattandosi di materia riservata ai clienti, ma invitiamo imprese e studi professionali (cui è da sempre riservato il nostro lavoro) a richiedere una prova gratuita della nostra reportistica sui cambi ed euro/dollaro, contattando:

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