Euro-Dollaro, Metalli Industriali e Petrolio, Oro: brevi commenti di fine anno

Nel mercato meno liquido di dicembre, l’andamento dei corsi del cambio euro-dollaro, di alcune delle materie prime più legate al ciclo economico e dei preziosi, ha manifestato alcune divergenze, venendo meno alle tipiche correlazioni che, di regola, caratterizzano il comportamento dei prezzi di questi beni.

L’euro ha recentemente ritrovato un inusitato vigore che gli ha consentito di aggiornare i massimi della seconda metà dell’anno 2012, nei confronti del dollaro americano. Da notare che, nella scorsa estate, i mercati attraversarono una fase di vero e proprio panico sulle prospettive della moneta europea con titoli di cronaca finanziaria inneggianti alla “diversificazione valutaria” per evitare il “rischio euro”. Di nuovo l’andare controcorrente ci ha premiati, anche in quell’occasione e ricordiamo il nostro articolo del 1 agosto, intitolato:

“Euro, Dollaro, Diversificazione valutaria: prospettive del mercato dei cambi”

http://www.mercatiefuturo.com/2012/08/01/euro-dollaro-diversificazione-valutaria-prospettive-del-mercato-dei-cambi/

In questo pezzo ed in altri successivi, per i quali rinviamo agli “Archivi”, si parlava esplicitamente della possibilità di una “significativa ripresa” della nostra moneta, entro l’anno e si ravvisava nella drammatica urgenza con cui si spingeva il mercato alla diversificazione valutaria un “tipico segnale contrarian”.

Come ampiamente noto (si vedano gli “Archivi”), da settembre rivedemmo l’ipotesi sul nostro range annuale per euro-dollaro, fino a fine 2012, in una fascia di valori compresi tra 1.3300 e 1.2500.

Ebbene, la nostra valuta si è portata all’estremità massima della fascia prevista, proprio nei giorni scorsi, prova di un netto ritorno della propensione al rischio ma, stranamente e paradossalmente, ciò ha influito positivamente sui mercati azionari ed obbligazionari, in qualche misura sull’andamento delle quotazioni petrolifere (ancora lontane dai massimi dei primi mesi 2012), ma non è stato di grande aiuto alle quotazioni dei metalli non ferrosi (ed in particolare del rame) né dei preziosi. La qual cosa ha sorpreso non pochi traders, ma ha confermato una nostra precisa previsione del 3 dicembre, per la quale rinviamo ai precedenti articoli sul tema (Metalli non Ferrosi) .

Quanto al rame (LME a 3 mesi) si può osservare, tuttavia, come questo metallo avesse già raggiunto un’area di quotazioni estreme, grazie alle mutate aspettative sul prossimo futuro dell’economia cinese e in questo senso la difficoltà ad andare oltre è più facilmente spiegabile, tenuto conto anche del recentissimo irrigidimento del credito (nel rilascio di apposite lettere di credito per acquisti di rame) da parte di importanti banche cinesi, per frenare uno dei fattori speculativi più importanti ed al tempo stesso sottaciuti, di questo mercato. Ne abbiamo parlato regolarmente, nei reports per i nostri clienti e nel blog, in alcuni articoli tra cui segnaliamo:

“Metalli e credito in Cina: approfondimento” (06.09.2011)

http://www.mercatiefuturo.com/2011/09/06/metalli-e-credito-in-cina-approfondimento/

Tenuto conto di questo fatto e, visto il ruolo guida del prezzo del rame sulle quotazioni degli altri non ferrosi, è quindi più facile capire le ragioni della recente discesa dei prezzi di tutto il comparto, nonostante il rialzo dell’euro. Bisogna aggiungere, infine, che il mercato si era mosso in forte rialzo, nei mesi passati, ma soprattutto per le favorevoli (ed estreme) condizioni della politica monetaria nei principali Paesi del mondo,  anche alla luce di migliorate attese sulla ripresa  cinese. Le linee della politica economica della nuova dirigenza cinese, tuttavia, si conosceranno bene (al di là degli attuali proclami) solo il prossimo anno ed è verosimile che traders ed investitori abbiano preferito la cautela, nonostante il buon andamento degli altri mercati e dell’euro.

La maggiore distonia nel recente andamento dei mercati, tuttavia, sembrerebbe riguardare i preziosi. Il prezzo dell’oro è sceso sensibilmente nonostante il rialzo dell’euro (ed il tono delle borse). L’andamento del prezzo dell’oro, per la verità, ha mostrato strane cadute verticali, a partire da ottobre, giustificate dalle cronache, a volte, anche con argomenti fantasiosi e facendo gridare al complotto qualche acceso sostenitore dello storico mercato rialzista dei preziosi. In realtà ciò che è emerso spesso, dopo i massimi dell’oro nell’estate 2011 è, almeno in apparenza, una scarsa attitudine di questo bene a presentarsi (o sarebbe meglio dire ripresentarsi) come vero e proprio bene rifugio, pur in un contesto teoricamente molto propizio. Ciò non vuol dire, ovviamente, negare le valide ragioni storiche di rialzo dei prezzi dai primi del secolo (cose che sosteniamo dal 2002), ma semplicemente considerare il fatto che, negli attuali rapporti di forza del mercato finanziario, l’oro non riesce (o non riesce ancora…) ad esplicare il suo potenziale. A coloro che ci chiedevano, ad inizio anno 2012, un’opinione sul futuro di questo metallo, con nuovi obiettivi di forte rialzo, preferimmo rispondere in modo molto cauto, non vedendo un anno di grande soddisfazione per gli investitori in questo bene.

A quanti ci chiesero la ragione di quel cauto pessimismo rispondemmo con una domanda che, a nostro avviso, ancora racchiude la questione: con tutto ciò che è capitato a economia e mercati, negli anni 2000, perché l’oro, in funzione di bene rifugio, non è già salito a certi obiettivi ben più ambiziosi di quelli raggiunti?

Riservato a imprese e studi professionali

Richiedete prova gratuita delle nostre reportistiche previsionali (valida per i soli reports settimanali) su Metalli non Ferrosi, Cambi (in particolare Euro-Dollaro), Acciaio. Per attivare la prova basta farne richiesta ai recapiti sotto indicati:

email  mg@mercatiefuturo.com
telefono  338 4350990