Mercati Finanziari, Dollaro, Petrolio, Oro: nota delle 09:00
Situazione ancora molto tesa sui mercati finanziari per l’azione combinata di fattori strutturali, ciclici, di natura economica, finanziaria, politica, in tutto il mondo.
Il quadro congiunturale emerso dai dati economici americani di ieri è pesante, mentre le tensioni legate alla crisi del debito in Europa permangono come fattore di rischio elevato. Borse ancora deboli con l’eccezione di Tokio che ritrova slancio per le rinnovate prospettive di ulteriori manovre espansive di politica monetaria e soprattutto, diremmo, per l’allentamento delle tensioni valutarie. Lo yen, infatti, tornato a indebolirsi contro dollaro e finalmente al di sopra di quota 80-81 (USD/JPY) appare decisamente, dopo tanto tempo, come un buon motivo di sollievo. L’Asia, in ogni caso, ancora non mostra segnali rassicuranti per il futuro. Anche Singapore ha tagliato le previsioni di crescita 2012 mentre la borsa cinese di Shanghai permane su valori minimi triennali, per ora senza alcuna capacità di significativi recuperi. Le tensioni in Medio Oriente, sullo sfondo, contribuiscono ad appesantire il clima.
Possibili sorprese: è venerdì di una settimana che ha visto forti pressioni sulle borse ed un pesante deterioramento del sentimento degli operatori. Tenuto conto del fatto che il venerdì, tradizionalmente, si presta alle sorprese e che i ribassisti potrebbero prendere profitto, per prudenza, in vista del fine settimana, ma soprattutto del fatto che oggi il Presidente americano incontrerà le rappresentanze parlamentari per iniziare a discutere in concreto sulla futura politica del Paese, qualsiasi voce o dichiarazione rassicurante proveniente dalla politica potrebbe essere ben accolta dagli operatori con prospettive favorevoli per una chiusura di settimana migliore per tutti i mercati azionari e delle materie prime. E’ solo un’ipotesi ma, a nostro avviso, da non sottovalutare.
Dal nostro punto di vista, in attesa di più chiare prospettive delle politiche economiche cinese e statunitense, continuiamo ad osservare il tasso di cambio euro-dollaro come un ottimo indicatore del livello di propensione al rischio e, in generale, dell’andamento di tutti i mercati. La nostra visione di breve in merito all’andamento di questo cambio non è mutata da fine settembre e, come ripetuto nuovamente anche lo scorso 4 novembre, nell’articolo “Euro-Dollaro, Metalli non Ferrosi, Mercati finanziari: ultima fase di debolezza?” resta, fino a chiara prova del contrario, la seguente:
“(…) In attesa che siano di nuovo le ipotesi e prospettive delle politiche economiche a guidare i movimenti dei prezzi, nel breve potrebbe essere ancora il dollaro a condizionare tendenza e direzione dei mercati. Con riferimento al tasso di cambio euro-dollaro, la nostra opinione è che, ancora fermi restando i livelli massimo-minimo che ipotizzammo in settembre (1.3000/1.3300 area dei possibili massimi e 1.2500 zona dei minimi) e quindi un tipico andamento in “range”, adesso si potrebbe pensare che il mercato vada a testare anche la parte bassa di detta “forbice” di valori, avvicinandosi a quota 1.2600-1.2500, prima di reagire nuovamente verso l’alto”.
Il prezzo del petrolio (WTI), anche nei giorni peggiori, continua a restare al di sopra del livello di 84 $ che lo scorso 14 settembre identificammo come possibile minimo, per il futuro, operando una revisione rialzista degli obiettivi di prezzo minimi (annuali) per detta materia prima, dal precedente valore indicato in febbraio in 70 $ (la revisione si rese necessaria a causa degli interventi monetari in funzione espansiva delle maggiori banche centrali del mondo). Si veda in tal senso l’“Archivio” dei precedenti contributi e l’articolo “Petrolio WTI: riepilogo andamento 2011, previsioni 2012, possibili sviluppi del 2013”.
Resta da vedere se quota 84 sarà effettivamente capace di contenere eventuali ribassi futuri e, al contrario, se il valore massimo annuale rivisto il 14 settembre (118-116 $, contro un precedente 111 $ ipotizzato in febbraio) tornerà d’attualità, nei prossimi tempi.
Da molto tempo non parliamo di oro, dai primi mesi del 2012, dopo tanti anni in cui questo bene fu al centro del nostro interesse. Per gli ultimi “pezzi” rinviamo all’“Archivio”. Torneremo a parlarne presto, con qualche sorpresa e con un’indicazione sulle future prospettive di questo mercato nel 2013, secondo la nostra visione.
