Materie prime, Metalli non ferrosi, Cambio Euro-Dollaro: chiusura di settimana (commento delle 11:50)

Manca un pomeriggio di contrattazioni alla pausa per il fine settimana e la cautela, tornata a prevalere da ieri, potrebbe condizionare ancora le quotazioni dei cambi e delle materie prime più legate ai cicli economici. Nel pomeriggio sarà pubblicato solo il dato sulle vendite di abitazioni (esistenti) negli USA in settembre (a livello di numeri capaci di muovere le quotazioni).

La corsa estiva degli indici di borsa, che ha pesato sulle quotazioni del dollaro (per quella tipica correlazione inversa che vede nella valuta di riserva il più chiaro indicatore di propensione/avversione al rischio e relativo sentimento dei traders) e l’estrema generosità delle politiche monetarie delle maggiori banche centrali, restano ancora i primari fattori di spinta nella dinamica dei prezzi di commodities ed euro mentre, sul versante dell’andamento dell’economia reale, in tutti i maggiori Paesi del mondo, chiare e serie conferme di un futuro recupero per le attività economiche tardano ad arrivare.

Il rialzo dell’euro parrebbe ancora guidato più da un diffuso e perdurante pessimismo sul futuro della moneta unica stessa che da decisivi passi avanti nella soluzione della crisi europea. Molti traders, infatti, continuano a scegliere la scommessa ribassista come la più ovvia e ragionevole, prestando il fianco, tuttavia, proprio ad azioni in senso contrario con le quali la parte più forte e dominante del mercato riesce ad approfittare del lato “debole” di quelle scommesse così ovvie ed apparentemente a portata di mano, per innescare tendenze che sembrano paradossali. Questo fattore, ovvero una perdurante presenza di tentativi ribassisti, sembrerebbe ancora il miglior antidoto contro pesanti cadute della nostra valuta.

Per un breve riepilogo sulle nostre idee in merito a euro-dollaro e mercato dei cambi rinviamo all’articolo dello scorso 11 ottobre, non avendo altro da aggiungere, almeno in questa sede (ossia entro i limiti del blog). Il “range” di prezzi previsto nel nostro report settimanale di Domenica 14 ottobre, per il tasso di cambio EUR/USD, era di 1.3117 – 1.2880.

Deludente il comportamento dei prezzi petroliferi, almeno per coloro che avevano scommesso a favore di nuovi rialzi; il prezzo del WTI è rimasto “prigioniero” all’interno di “gabbia” di valori ristretta, senza riuscire a superare con decisione le resistenze poste in area 92.60$ ma, al tempo stesso, incapace di violare la barriera degli 89.00$. Anche in questo caso rinviamo alle considerazioni raccolte nel nostro ultimo articolo in materia, avendo ben poco di nuovo da poter aggiungere, a livello di blog. Il “range” previsto, a livello settimanale, nel nostro report di Domenica 14 ottobre, per i corsi di questo bene, era di 93.60 – 89.40$.

Stessa “compressione” anche per le quotazioni del rame, il cui andamento (LME a 3 mesi) non è stato capace di ulteriori e seri tentativi rialzisti, restando condizionato (pur al di sopra del delicato supporto in area 8.090-8.050 $) da un quadro dell’economia reale ancora in prevalenza grigio. L’elevato livello delle scorte non ufficiali cinesi (“bonded stocks”) continua a pesare e pare sintomo di perdurante stanchezza della domanda reale.

In generale, l’appetito degli operatori asiatici per i metalli, dopo le recenti festività in Cina, non si è manifestato nemmeno dopo i sensibili ribassi dei prezzi della scorsa settimana; segno di condizioni di mercato in cui è l’offerta a prevalere, mentre gli spunti positivi, quando emergono, paiono più il riflesso di automatismi legati alle discese del dollaro, all’abbondante liquidità, ad una domanda connessa ad operazioni di natura finanziaria, al buon tono degli indici azionari, che non a dati ed attese particolarmente confortanti sul futuro dell’economia reale nei maggiori Paesi del mondo.

Richiedete prova gratuita dei nostri reports su Alluminio, Rame, Euro-Dollaro, Acciaio, Nichel, Zinco, Piombo, Stagno, contattando:

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SEGUONO BREVI ESTRATTI DALLE NOSTRE PREVISIONI SETTIMANALI DI DOMENICA 14 OTTOBRE E PER LA SETTIMANA 15-19 OTTOBRE (PREZZI LME a 3 MESI).

Alluminio Primario

“(…) Traders poco propensi ad assumere nuove iniziative in uno scenario di grande incertezza, mentre le scorte sono di nuovo in sensibile aumento ed i prezzi petroliferi restano sotto controllo. La nostra idea di metà settembre che i prezzi a breve non sarebbero riusciti a raggiungere e superare quota 2.230 $ si è rivelata corretta. Sui recenti massimi sono prevalsi i realizzi ed i corsi hanno violato il supporto in zona 2.070 $ portandosi fino all’area 2.000. Verso il basso, da questo livello, potrebbe innescarsi una ulteriore discesa con obbiettivi 1.980-1.930-1.880 ma, allo stato attuale, nel breve termine, saremmo più propensi ad ipotizzare un rimbalzo anche fino all’area 2.150 $ (…). Per scenario e dinamica di lungo periodo rinviamo ai nostri reports annuali e mensili”.

Rame

“(…) L’andamento settimanale dei prezzi è stato tra i livelli di 8.280-8.100 $ e senza la capacità di prendere una direzione precisa in un senso o nell’altro. La chiusura di venerdì è stata sui minimi da tre settimane, appena al di sopra del delicato supporto tecnico di 8.090 la cui violazione, in una prospettiva a breve, potrebbe mettere in discussione la permanenza dei corsi del metallo sopra 8.000 $. Le circostanze riferite sopra (…) devono aver temporaneamente tenuto a freno gli operatori ed è quindi verosimile che adesso il mercato ritrovi ora una maggiore decisione; i prezzi potrebbero prendere una tendenza più definita, dopo la pesante settimana passata che, tuttavia, ha imposto una correzione dei valori molto salutare per una maggior solidità delle tendenze future. Si è trattato, infatti, di un indispensabile “ritorno alla realtà” dopo la fuga verso l’alto dei prezzi di fine estate che, dal punto di vista dell’economia reale aveva decisamente poche ragioni di essere.

Per i prossimi giorni si tenga presente che il metallo ha regolarmente visto acquisti in area 8.100 e che, nel contempo, le vendite si sono presentate già sulla linea dei 8.280 $. Si tratta in entrambi i casi di valori tecnici e “storici” molto importanti e possiamo anticipare che una violazione perdurante e decisa di uno o dell’altro di questi numeri, nei prossimi giorni, ci dirà quale precisa direzione prenderà il mercato, a breve termine, forse anche dopo qualche “finta” iniziale.

In proposito, i nostri sistemi ed elaborazioni propenderebbero più per una ripresa dei prezzi a breve termine che non per una continuazione della fase discendente.

Per scenario e dinamica di lungo periodo rinviamo ai nostri reports annuali e mensili (…)”.

Nichel

“(…) I prezzi cadono rapidamente ai minimi da metà settembre mentre i compratori scompaiono, all’improvviso, rendendo più facile l’attacco ribassista.

Ricordiamo che l’area di prezzi di 18.800-19.200 resta da sempre un ostacolo difficile e forse proprio per questo motivo, dopo la correzione della scorsa settimana, gli operatori potrebbero ora tentare una nuova rincorsa con l’obbiettivo di attaccare tale barriera. A seguito della correzione vista e ritenendo comunque improbabile un ritorno sotto 16.600, nel breve termine, siamo dell’idea che un rimbalzo potrebbe caratterizzare le prossime fasi del mercato.

Per scenario e dinamica di lungo periodo rinviamo ai nostri reports annuali e mensili (…)”.

Zinco

“(…) Prezzi ai minimi da cinque settimane con un movimento di correzione rapido dovuto ad un netto peggioramento del sentimento degli operatori riferito allo scenario generale, mentre la situazione scorte in forte aumento ha aggiunto ulteriore peso alle quotazioni.

Dai livelli attuali preferiamo l’ipotesi rimbalzo verso 2.060 più che quella di ulteriori discese, soprattutto se il supporto in area 1.900 $ dovesse restare intatto, a breve termine. Per scenario e dinamica di lungo periodo rinviamo ai nostri reports annuali e mensili (…)”.

Piombo

” (…) Il prezzo del piombo si porta ai minimi dal 13 settembre e poi chiude a 2.131 $. Un rilevante aumento delle scorte ha pesato sul sentimento dei traders, già compromesso dal generale andamento dei mercati e del comparto delle commodities più legate al ciclo.

Per il breve termine preferiremmo l’ipotesi rimbalzo, almeno fino a quota 2.180 più che una continuazione delle discese. Per scenario e dinamica di lungo periodo rinviamo ai nostri reports annuali e mensili (…)”.

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