Investimenti 2012-2013: il parere di Sommariva CFI
I brevi commenti che seguono sono dell’Ingegner Paolo Sommariva, consulente indipendente di SommarivaCFI e da aprile collaboratore di GM CONSULENZA per la parte attinente alle analisi su mercati azionari ed obbligazionari internazionali.
L’attuale scenario economico e finanziario internazionale, di straordinaria complessità e difficoltà, riserverà nonostante tutto, a nostro avviso, opportunità d’investimento molto interessanti, nel medio periodo, anche se l’individuazione delle medesime potrà essere molto più difficile di quanto avvenuto in passato.
In primo luogo occorre sgombrare il campo da un equivoco, visto che molti investitori stanno affrontando gli attuali mercati più da una prospettiva di conservazione del potere d’acquisto della moneta, che di investimento vero e proprio. Non è di investimento, infatti, che si parla, in riferimento all’allocazione di capitali su materie prime o metalli preziosi, ancora in vetta alle preferenze dei risparmiatori. Questo fatto è legato al principio prevalente, negli ultimi anni, in base al quale si ritiene che una costante preferenza per obiettivi di natura finanziaria possa portare vantaggi molto maggiori rispetto ad investimenti in attività produttive creatrici di ricchezza e lavoro.
La nostra opinione, al contrario, è che la crisi o meglio le crisi che caratterizzano da alcuni anni il contesto economico, finanziario, politico, in tutto il mondo ed ormai vicine ad un esito, renderanno disponibili grandi opportunità d’investimento in diversi settori dell’economia reale e produttiva, in tanti paesi del mondo.
Durante alcune interviste su giornali e televisione, tra marzo ed aprile, non avevamo nascosto le nostre perplessità in merito ad investimenti in materie prime e preziosi, almeno durante tutta la prima parte del 2012. I fatti successivi si sono svolti secondo la prospettiva prescelta.
Quelle che seguono sono alcune considerazioni in riposta ai tanti quesiti che quotidianamente mi vengono inviati da risparmiatori, attraverso la posta elettronica.
Quelle che stiamo attraversando sono situazioni altamente complesse per coloro che si trovino a dover gestire il proprio patrimonio. Fare scelte mirate è necessario per non subire l’ aggressione dell’ inflazione ma, al tempo stesso, non è più chiaro verso quali strumenti e classi d’investimento rivolgersi. Tanto più che nei mercati si stanno verificando strani fenomeni. Negli ultimi tempi i movimenti dei mercati azionari ed obbligazionari sembrano aver perso ogni correlazione.
Mentre i rendimenti dei Treasury decennali sono in calo sin dall’inizio del 2010, l’S&P 500 ha continuato a guadagnare terreno. Più di recente tra i due mercati si è aperto uno iato, dovuto al fatto che gli investitori obbligazionari prevedono l’approssimarsi di gravi pericoli, di cui gli operatori dei mercati azionari sembrano invece essere del tutto ignari.
In secondo luogo, di recente, la correlazione tra rendimenti azionari e obbligazionari globali si è riportata in territorio negativo.
In terzo luogo, la struttura della curva dei rendimenti statunitensi è ad estremi pluriennali, con il rendimento a termine del titolo a 10 anni ai minimi dalla fine del 2008. La spiegazione più innocua è che le massicce operazioni d’acquisto della Fed hanno ridotto gli strumenti di investimento sicuri nel mercato dei Treasury, mentre esiste un eccesso di domanda dovuto alle attività dei grandi fondi pensione.
L’altra spiegazione, più preoccupante, sta nel fatto che le serie sono tornate ai livelli delle fasi più buie della crisi finanziaria, il che significa che i mercati obbligazionari stanno scontando un quadro economico a dir poco disastroso per i prossimi dieci anni.
Questo è solo un piccolo esempio dei dilemmi che quotidianamente bisogna affrontare.A seconda di come si analizzano questi segnali, le soluzioni sono letteralmente l’ una l’ opposto dell’ altra. Per questo è necessario avere ben presente i propri obbiettivi; in questo modo sarà più semplice scegliere una strategia di investimento che ne garantisca il raggiungimento, anche in fasi così critiche.
Paolo Sommariva
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