Metalli non ferrosi e acciaio: quotazioni cedenti, si teme per l’economia

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I prezzi di metalli non ferrosi e dell’acciaio si stanno muovendo esattamente come previsto, sia sull’orizzonte temporale lungo che breve. A proposito di quest’ultimo arco temporale, possiamo ormai pubblicare la previsione di breve comunicata ai clienti a inizio settimana:

Metalli non ferrosi

“A seguito di una nuova serie di elaborazioni su diverse variabili, stimiamo che il movimento dei prezzi settimanale possa continuare in una fascia di valori massimo-minimo di (prezzi LME a 3 mesi)

2.310-2.160 $ per l’alluminio, 8.680-8.090 $ per il rame, 19.450-18.650$ per il nichel, 2.110-2.020 $ per lo zinco, 2.160-2010 $ per il piombo”.

Per lo stagno avevamo ipotizzato un range settimanale di 23.600-22.300 $.

Acciaio

In tema di acciaio ed in particolare per quanto attiene alle billette LME a 3 mesi, la nostra idea di un ritorno in area 500 $ si sta realizzando.

Richiamiamo anche, trattandosi di materia ancora attuale, il nostro articolo dello scorso 5 marzo intitolato “Metalli, euro, petrolio: festa finita?”.

Quanto alle previsioni e precisi obbiettivi di più lungo periodo (fino a 12 mesi), trattandosi di materia riservata ai nostri clienti non possiamo parlarne qui, ma possiamo citare alcuni temi di cui ci siamo occupati e che stiamo seguendo con particolare interesse, allo scopo di trarre le nostre stime sull’andamento dei prezzi, nei prossimi trimestri.

Acciaio, Rame, Alluminio primario

Cominciando dall’acciaio spicca la recente divergenza dei prezzi di questo bene rispetto agli altri metalli. La ripresa dei corsi, soprattutto sul mercato cinese, è stata il risultato di ottimistiche aspettative su possibili allentamenti delle restrizioni all’acquisto immobiliare in combinazione con mutate prospettive di politica monetaria (grazie al provvidenziale calo dell’inflazione…). Tali fatti hanno spinto alcuni produttori di acciaio ad anticipare i tempi con beneficio delle quotazioni del ferro. La conclusione di alcune grandi opere ed infrastrutture, così come il previsto ridimensionamento dei faraonici progetti nel settore ferroviario, tuttavia, potrebbero ricominciare a minare l’ottimismo delle ultime settimane. Sul prezzo del ferro, in ogni caso, non hanno agito soltanto tipici e favorevoli fattori stagionali, ma anche la chiusura di alcuni porti australiani della costa nord-occidentale, a causa di un ciclone.

Se le attese di tempi migliori hanno favorito le quotazioni dell’acciaio non potevano sortire il medesimo effetto su quelle del rame il cui prezzo si trova ancora a valori storici estremamente elevati. Le scorte cinesi (ufficiali e non) non consentono visioni ottimistiche. Diversamente dall’acciaio, peraltro, il metallo rosso può trarre giovamento anche da una rilevante domanda in qualità di bene rifugio e riserva di valore ma, come abbiamo ripetutamente visto nel recente passato,  in presenza di tensioni sui mercati, tale prerogativa non riesce a prevalere e le quotazioni finiscono per cedere, travolte dai dati economici negativi. La produzione cinese di questo metallo, inoltre, ha registrato un significativo calo in gennaio e febbraio (così come quella di piombo e zinco).

Quanto al prezzo dell’alluminio primario, la produzione cinese in aumento potrebbe presto portare ad un mercato dominato dall’offerta. Ricordiamo che da tempo le elevate scorte LME di questo bene sono legate a contratti di natura finanziaria e quindi non disponibili. In caso parte di esse si sia liberata o si liberi da vincoli in futuro, l’impatto sul mercato potrebbe essere considerevole.

Il fatto più interessante  del momento riguarda di nuovo, come spesso avvenuto in passato, fattori estranei ad uso e consumo reale di questo bene. Nuovi capitoli di quella che lo scorso anno fu chiamata la “guerra dei magazzini” sono in corso di scrittura. Tale situazione vede una crescente competizione internazionale tra grandi istituzioni finanziarie per acquistare magazzini legati alle borse con una serie di conseguenze a catena, secondo alcuni anche sul mercato di premi e prezzi dei metalli. Ne riferimmo sinteticamente qui, lo scorso 7 luglio 2011, nell’articolo intitolato “London Metal Exchange: logistica, scorte, prezzo dei metalli”. A questa situazione sarebbero legate una serie di dinamiche e schemi operativi a carattere puramente finanziario capaci di sensibile effetto sui prezzi e che potrebbero creare un’ingannevole apparenza rispetto al mercato inteso come domanda-offerta per consumo ed uso reale.

Situazioni di questo tipo, ovvero riferite a fatti non attinenti all’economia reale ma alla sua componente finanziaria sono sempre più frequenti e diversi episodi aventi ad oggetto tutti i metalli non ferrosi hanno costellato anche il periodo 2010-2011. Ricordiamo, tra gli altri, quello relativo all’uso dei metalli come strumento per ottenere credito bancario in Cina, anche da parte di aziende che nulla hanno a che vedere col settore e che contribuì decisamente a gonfiare i dati sull’import di metalli industriali ed altre materie prime da parte del colosso asiatico. Ne riferimmo qui, nell’articolo “Metalli e credito in Cina: approfondimento”.

Richiamiamo tali fatti perché nell’attuale contesto di perdurante interesse verso il settore delle commodities come beni rifugio (al di là di qualsiasi crisi economica) circostanze simili o nuove (ma con lo stesso effetto finale) potrebbero riproporsi in futuro.

Nel breve termine, oltre a fattori economici e finanziari, i mercati saranno condizionati anche dalla scadenza di fine trimestre che potrebbe esasperare le tendenze in atto favorendo più ampi e diffusi smobilizzi di posizione, su tutti gli assets. Del dollaro abbiamo già parlato in precedenza. Quanto al petrolio, altro fattore importante per la dinamica dei prezzi di altre commodities (ad. es. acciaio, alluminio) le nostre attese (in assenza di particolari novità sul versante geopolitico) sono per un proseguimento della discesa dei prezzi in direzione dell’obbiettivo di 98 $ (WTI).

Per oggi abbiamo terminato il tempo disponibile per il blog e non possiamo approfondire ulteriormente i tanti temi allo studio né parlare di nichel, zinco, piombo.