Mercati: di nuovo contro controcorrente…

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Segno positivo per mercati azionari, obbligazioni, materie prime, mentre l’euro torna a dirigersi verso nord, anestetizzato alle cattive notizie ed alla  crescente moltitudine di soggetti in attesa del suo funerale.

In realtà i downgrades verso alcuni paesi di euro zona, resi noti venerdì all’ora del tè (ed annunciati successivamente) secondo un copione di lunga data, ormai ben consolidato, avevano interrotto sul più bello lo show rialzista della moneta unica, durato, pur con alterne vicende, per tutta la scorsa settimana ed indispensabile a riequilibrare un mercato fatto ormai di soli venditori. Così ci esprimemmo in proposito, in una nota della prima mattina di venerdì scorso:

“(…) occorre ribadire la possibilità di un attacco a livelli posti oltre la resistenza di 1.2887 con obiettivi 1.2927 – 1.2976 a compimento della nostra ipotesi (vedi articoli precedenti). Indici azionaricommodities potrebbero cogliere l’opportunità per proseguire i rialzi delle quotazioni”. L’intero articolo sulla situazione dei mercati si trova qui.

Facendo mente locale alla situazione dell’inizio dello scorso anno, con riferimento all’andamento di tutti i settori del mercato finanziario internazionale, si possono ricordare molte situazioni bizzarre, paradossi e sorprese, prima che la vera tendenza direzionale dei mercati stessi emergesse con chiarezza. Quest’anno non sarà diverso quanto a difficoltà nel trarre pronostici e quanto alla possibilità di navigare con disinvoltura le onde che verranno.

Ed ora dedichiamo qualche riga all’andamento di alcuni tra i beni che siamo soliti seguire:

EURO/DOLLARO – la sequenza di resistenze più importanti è 1.2817 – 1.2850 – 1.2887 – 1.2927 – 1.2976. Detto ciò, in direzione del rialzo, un muro decisamente ostico dovrebbe essere costituito dal valore di 1.3080. Sul versante discendente, al contrario, una volta oltrepassata di nuovo la barriera di 1.2658, avremo resistenze importanti nell’area 1.2620 – 1.2586 prima di raggiungere il livello obbiettivo che indicammo tempo fa in 1.2560. La situazione del mercato, al di là del “rumore” quotidiano delle notizie sulla crisi del debito o dati macro, è fortemente influenzata dalla presenza di correnti a senso unico, in direzione ribassista e ciò impedisce più sensibili discese del tasso di cambio. In altre parole, conviene ora attendersi una fase di andamento in range, funzionale al ripristino di correnti bidirezionali, prima di nuove discese. Insomma bisogna risalire ancora la china, altrimenti si sta fermi…Chi intende liberarsi di euro, infatti, potrà farlo soltanto qualora si materializzi di nuovo qualche assorbimento di posizioni, dall’altra parte.

ACCIAIO –  Solo due particolari, tratti dal nostro report di ieri: il 2011 potrebbe aver segnato il picco dei consumi cinesi. La crisi del 2008 e gli stimoli economici successivi, introdotti dal Governo in misura massiccia, potrebbero aver definitivamente esaurito la loro spinta ed aver fatto correre il mercato troppo rapidamente, sottraendo domanda futura. Il miglioramento delle condizioni dell’economia americana ha creato un differenziale tra i prezzi degli acciai piani statunitensi e quelli europei. Il prezzo medio dei laminati a caldo negli USA supera di $134 il prezzo medio dei laminati a caldo in Europa del Nord, quando a ottobre era di soli $7.

RAME – Bel movimento rialzista che integra l’ipotesi formulata il 10 gennaio e riferita qui. Il caso di ulteriore cammino rialzista dell’euro, in mercati più tranquilli, potrebbe vedere un attacco a quota 8.500 e forse 8.880 $ (LME 3 mesi) dove l’offerta potrebbe materializzarsi di nuovo. Ricordiamo che le festività per il nuovo anno lunare cinese comporteranno l’assenza di molti operatori dal mercato.

ALLUMINIO –  L’alluminio riguadagna il livello di 2.200 $ (LME 3 mesi); nel caso di un miglior tono dei mercati finanziari, occorre tener presente la possibilità di un ulteriore recupero verso livelli importanti come 2.260 – 2.340 $ dove i venditori potrebbero essere in attesa.

Quanto a nichel, zinco e piombo rimandiamo alle brevi note del 12 gennaio, nell’impossibilità di offrire altri spunti, in questa sede, per questioni di tempo. Non abbiamo più parlato di stagno, ma colmeremo presto questa lacuna.

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