Previsioni 2012: seconda parte

Continuiamo la nostra sintesi dei fattori che, nel 2012, potrebbero agire in senso positivo o negativo sui valori di materie prime, metalli ferrosi e non,  preziosi e cambi.

Lo sguardo verso la situazione europea, in prospettiva futura, fatica a catturare spunti positivi. Sulla situazione di casa nostra stanno agendo, contemporaneamente, fattori economici e finanziari di grande pesantezza. In primo luogo, ovviamente, la crisi finanziaria che appare ancora ben lontana da un esito e che consiste, in definitiva, nel collaudo “politico” della costruzione Europea che ha rivelato gravissime fragilità.

Ovvio l’effetto depressivo sulla congiuntura delle inevitabili manovre economiche di quasi tutti i paesi dell’Unione ma, se a tale fatto aggiungiamo l'(apparentemente) inspiegabile permanenza dell’euro su quotazioni estremamente elevate e la contemporanea presenza di alti prezzi petroliferi, il quadro potrebbe diventare davvero fosco.  Anche un completo mutamento negli orientamenti della Bce, con minore o nessuna attenzione alla stabilità dei prezzi, potrebbe finire per generare solo una più forte inflazione, senza tradursi in un effettivo miglioramento del tono economico, in presenza di fattori strutturali e ciclici di estrema gravità e pesantezza. Abbiamo formulato alcune precise ipotesi in merito ad evoluzione futura ed esito della crisi europea di cui, tuttavia, non paleremo qui, riservando la materia ai nostri clienti.

Nel prossimo anno non dovrà essere trascurata la geopolitica internazionale ed in particolare le conseguenze del grande fermento in atto in Medio Oriente e Nord Africa. Negli ultimi tempi si è frequentemente parlato di rinnovate tensioni tra potenze occidentali ed Iran, dopo quelle che hanno coinvolto, di recente, la Siria. Siamo verosimilmente in presenza di complessi mutamenti geopolitici di lungo periodo e dalle origini lontane che sembrerebbero seguire un preciso orientamento finalizzato a ridisegnare sfere d’influenza  in certe zone del mondo ed equilibri tra vecchie e nuove potenze dello scenario politico. Il risultato più ovvio potrebbe essere di nuove tensioni per l’offerta petrolifera ma, per possibili valutazioni delle conseguenze sul costo dell’energia, occorre considerare anche la fragilità del quadro economico internazionale ed il possibile rallentamento della domanda di energia stessa a causa degli elevati costi.

In riferimento ai preziosi sarà fondamentale valutarne il comportamento in occasione di possibili tensioni sui mercati con forte aumento dell’avversione al rischio e derivanti, ad esempio, da crisi europea e geopolitica internazionale. Al tempo stesso sarà bene valutarne il comportamento anche in riferimento ad eventuali forti recrudescenze inflazionistiche legate all’orientamento delle politiche monetarie, nel mondo.

Continueremo nei prossimi giorni…