Euro/dollaro e metalli non ferrosi, aggiornamento

L’euro si è mosso secondo le ipotesi formulate (si vedano articoli precedenti) e dopo l’atteso rimbalzo rimbalzo (fino a 1.4344) si è inabissato su rinnovate tensioni in merito alla crisi europea, già venerdì. L’apertura di settimana sta risentendo anche delle notizie riguardanti la revisione dell’outlook per il nostro Paese da parte dell’agenzia Standard & Poor’s. A questo punto un calo fino all’area 1.3660 già in settimana è possibile. Poi una nuova sosta, prima del proseguimento delle discese a 1.2900 in linea con gli obbiettivi indicati.

Oltre a zinco, piombo, stagno, che hanno già raggiunto i livelli di prezzo ipotizzati da tempo, anche il nichel si è avvicinato molto al nostro obbiettivo di breve (22.500 $). All’appello mancano solo rame ed alluminio, che comunque sono, a nostro avviso, sulla stessa strada…

Sarà interessante osservare il comportamento del petrolio, soprattutto in riferimento alle quotazioni di acciaio ed alluminio. Il barile dovrebbe risentire dell’apprezzamento del dollaro, ma sarà solo il generale deterioramento del quadro e della propensione al rischio (con negativi riflessi sugli indici azionari) a spingere verso l’obbiettivo che abbiamo segnalato da tempo per il WTI in 75$.

Dal punto di vista valutario dovrebbero essere dollaro australiano, canadese, neozelandese, rand e real, come ripetutamente indicato, a deprezzarsi più significativamente verso il dollaro USA.