Non ferrosi, mercato indeciso, ma più resistente

Breve nota e spunti dal Report di oggi, 12 dicembre sui metalli non ferrosi.

Metalli non ferrosi, come è andata la settimana? Questi i valori massimo e minimo toccati, per ciascun metallo, prezzo LME a 3 mesi, in dollari/tonnellata. Tra parentesi la nostra previsione del 5 dicembre scorso.

RAME  4.736,5 – 4.524,5 (4.780 – 4.510)

ALLUMINIO P. 1.519,5 – 1.462 (1.545 – 1.475)

NICHEL 9.130 – 8.530 (9.350 – 8.750)

ZINCO 1.573,5 – 1.500,5 (1.590 – 1.520)

PIOMBO 1.730 – 1.663 (1.705 – 1.645)

Di seguito qualche passaggio dei nostri Report di oggi (sabato 12 dicembre) ai clienti.

METALLI NON FERROSI, MERCATO INDECISO, MA PIU’ RESISTENTE (Foto Kreepin Deth~commonswiki)

“Il mercato dei metalli di base appare più resistente del previsto, a chiusura di una settimana che aveva, di nuovo, fatto temere il peggio, tenuto conto che mercati azionari e altre materie prime (in particolare il petrolio) sono stati in sensibile discesa. I prezzi dei non ferrosi si sono ripresi dai minimi settimanali e, seppur muovendosi con incertezza, hanno evitato di intaccare i delicati supporti a cui si erano avvicinati.

I ribassisti, una volta tanto, non hanno vinto, nonostante il dilagante pessimismo che caratterizza lo scenario delle commodities, ancora molto evidente nei tanti pareri e pronostici che vengono pubblicati quotidianamente.”

“(…) La ripresa dei prezzi potrebbe derivare soprattutto da ricoperture di posizione in attesa, della riunione della Federal Reserve del 15-16 dicembre, complice anche la rinnovata forza dell’euro nei confronti del dollaro USA.

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Tale ripresa dai minimi potrebbe anche essere un effetto ritardato della riunione Bce del 3 dicembre, che aveva provocato forti movimenti su tutti i mercati, mentre i metalli (stranamente) rimasero immobili; forse gli operatori avevano molto altro di più importante cui pensare, in quel momento e, una volta sistemate le posizioni su azionario, obbligazionario e cambi, potrebbero aver cominciato a riposizionarsi sui metalli, proprio ai più recenti minimi.

I mercati azionari e di altre materie prime, tuttavia, chiudono la settimana in modo pesante, con borse e materie prime  in sensibile ribasso, e petrolio in area 35$.”

(…)

“Sui mercati azionari spicca di nuovo la performance negativa dei maggiori titoli del settore minerario, in più forte ribasso, rispetto alla media dei mercati.

La Cina resta il fattore chiave

La possibilità che la Cina svaluti ulteriormente lo yuan viene ora presa in seria considerazione dagli operatori, che stanno spingendo al ribasso le quotazioni della moneta cinese. Si tratta di fatto decisamente importante, che potrebbe condizionare fortemente lo scenario economico-finanziario internazionale e, forse, anche quello politico (…).

La Cina chiude le aziende statali in perdita

Come continuiamo a ripetere, la situazione cinese resta il fattore chiave per il prezzo dei metalli. A questo proposito occorre segnalare le recenti decisioni di Pechino in merito alla fusione, vendita o chiusura di tutte quelle imprese appartenenti allo stato che hanno conseguito perdite nell’ultimo triennio. Tra queste imprese è elevato il numero di quelle del settore metallurgico, per il quale  il Governo punta, evidentemente, su importanti riduzioni della capacità produttiva.”

“(…) La nostra visione di medio-lungo termine continua ad essere quella comunicata nel report annuale e successivi aggiornamenti mensili, cui facciamo rinvio.

http://www.mercatiefuturo.com/prova-gratuita/

Per le nuove indicazioni sull’andamento dei prezzi dei metalli rinviamo, come sempre, al paragrafo “Previsione”.

Il report è stato terminato sabato 12 dicembre 2015 alle ore 11:25.

(…)”

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