Metalli non ferrosi in forte rialzo, migliora il sentiment, grazie a Glencore
I prezzi dei metalli non ferrosi e di altre materie prime (tra cui l’importantissimo petrolio) si stanno muovendo in forte rialzo, con l’aiuto di alcuni fatti che hanno costretto alla ritirata la speculazione ribassista, innescando acquisti diretti e ricoperture di posizione.
A metà mattina lo zinco, oggi trascinatore del gruppo, rivede e supera quota 1.800$ al London Metal Exchange. Il rame riesce a violare la delicata resistenza situata a 5.250-5.270$ per portarsi oltre 5.300, il piombo ritorna in zona 1.750$. Il nichel sembra volersi lasciare definitivamente alle spalle valori al di sotto di 10.000$ e s’impenna sino a lambire quota 10.600$. L’alluminio supera quota 1.600$, che a detta di alcuni analisti avrebbe potuto costituire un ostacolo arduo, per i prossimi tempi.
Il buon tono della borsa americana, grazie al possibile rinvio del rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, così come migliori quotazioni dell’euro verso dollaro, hanno creato un clima idoneo alla ripresa dei prezzi delle commodities maggiormente legate al ciclo economico, ma due fatti precisi sono stati determinanti nell’innescare, finalmente, un significativo recupero dei prezzi.
Alludiamo, da un lato, alla riapertura tranquilla per i mercati cinesi (8 ottobre), dopo una settimana di festività, ma ancor più all’annuncio a sorpresa da parte del colosso minerario Glencore di un considerevole taglio di produzione (circa il 4% del valore totale dell’output mondiale). Si veda di seguito il commento del Wall Street Journal.
Zinc Prices Soar as Global Production Tightens
Era il catalizzatore che gli operatori stavano aspettando per tornare a far correre i prezzi dei metalli industriali in quanto questo fattore, tale da agire indipendendemente dal tono dell’economia, potrà spingere i prezzi verso l’alto, per la prospettiva di una restrizione dell’offerta globale.
I traders ora si attenderanno altre news simili da altre industrie, in riferimento ad altri metalli e saranno molto più cauti nell’intraprendere iniziative di segno ribassista.
Adesso il mercato, finalmente, ricomincerà ad interrogarsi (dopo un lungo periodo di tendenza a senso unico verso il basso) su quale possa essere il potenziale di recupero dei prezzi dei metalli industriali, viste le perduranti incertezze sul versante economico.
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Era una settimana delicata quella apertasi lo scorso lunedì 5 ottobre per i metalli ferrosi e più in generale per le materie prime, con un’incertezza in più per questi settori, dovuta all’assenza dal mercato degli operatori cinesi per la festività della Golden Week (Festa della fondazione della Repubblica Popolare).
Ciò che Wall Street rappresenta per gli altri mercati azionari, un decisivo punto di riferimento, la Cina lo rappresenta ormai per i mercati delle materie prime, nei quali è fondamentale il grado dell’appetito degli operatori cinesi, per l’andamento delle quotazioni.
Dove si dirigeranno ora le quotazioni di metalli e altre materie prime? Quali i potenziali obiettivi di prezzo?
Le quotazioni correnti hanno terminato o meno d’incorporare le negatività dello scenario economico-finanziario internazionale?
Ne tratteremo ampiamente e dettagliatamente nei nostri prossimi Report, che pubblicheremo tra qualche giorno.
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