Metalli non ferrosi, analisi settimanale del mercato

Metalli  non ferrosi, quotazioni in ripresa

Il quadro generale, tuttavia, resta incerto e teso

(stralcio dal nostro Report settimanale)

Sui mercati perdura un forte nervosismo per lo stallo nelle trattative sulla crisi greca, cui si aggiungono le preoccupazioni per le tensioni geopolitiche internazionali. Le borse ripiegano, mentre il dollaro torna a guadagnare terreno, spingendo l’euro al ribasso in area 1.1100-1.1200, dai recenti massimi settimanali, poco sopra 1.1400. I prezzi dei metalli non ferrosi hanno risentito delle tensioni derivanti dalla crisi greca, del rialzo del dollaro e, pur riuscendo a rimbalzare, in qualche caso anche con vigore, non sembrano ancora aver raggiunto il punto dell’inversione di una tendenza ribassista che dura ormai da metà maggio.

I prezzi petroliferi, quelli delle altre materie prime e dei preziosi ripiegano o, nella migliore delle ipotesi, rimangono stabili. Sullo sfondo restano la debolezza dell’economia ed un’estrema fragilità della situazione finanziaria internazionale. Si vedano in particolare i nostri Report mensili, con le analisi e previsioni ivi contenute e che, anche quest’anno, appaiono essere precise e nella giusta direzione. 

Tensioni finanziarie in Cina, altri rischi all’orizzonte 

Il nervosismo sui mercati è accresciuto dalla pesante caduta delle borse cinesi di Shanghai e Shenzen. In due settimane i listini cinesi hanno perso il 19% del loro valore, dopo essere saliti del 100%, nei dodici mesi precedenti. Ciò sta creando un nuovo problema al Governo, da tempo impegnato a sostenere l’economia, con ogni mezzo. Il tentativo di generare consumi privati attraverso una crescita delle quotazioni di borsa, non potendo ulteriormente stimolare il mercato immobiliare, comporta notevoli rischi e pericoli, per l’uso smodato della leva finanziaria, tra cui il cosiddetto margin lending (l’acquisto di titoli utilizzando capitali in prestito), pratica che si è diffusa rapidamente ed ampiamente. In caso di ulteriori e più pesanti scosse per i listini cinesi, (…).

Toccheremo di nuovo questo ed altri argomenti nel prossimo Report mensile.

La Cina continua a cercare di spingere la propria economia e non passa settimana che non giungano voci o vere e proprie notizie riferite all’adozione di nuove disposizioni per stimolare la congiuntura. Nei giorni scorsi il Governo ha deciso di consentire alle banche commerciali di espandere il credito anche oltre il 75% dei depositi. Questa decisione aveva contribuito a fermare la caduta e spingere al rialzo le quotazioni dei metalli industriali, nella giornata di martedì 23.

Quando il clima sui mercati diventa teso, gli operatori tengono come punto di riferimento soprattutto il dollaro, al cui apprezzamento consegue un ribasso dei prezzi delle materie prime. Proprio per questo motivo, oltre a tenere costantemente sotto stretto controllo tutte le principali variabili economiche mondiali, continuiamo giornalmente ad effettuare elaborazioni sulle future prospettive delle quotazioni del dollaro (e in particolare del tasso di cambio euro-dollaro). In base a quanto sopra, in merito a questo prezioso indicatore delle prospettive dei mercati (in particolare delle materie prime), possiamo confermare ancora una volta l’ipotesi che il cambio euro-dollaro si muova in un’area di valori compresa tra 1.1600 ed 1.0800, a breve termine, in un’area di (…), per il trimestre giugno-agosto, rispettando altresì la previsione a 12 mesi del Report Annuale e revisioni mensili, per un movimento tra (…).

Rinviamo per quanto sopra a tutti i Report annuale, mensili, settimanali precedentemente pubblicati.

La prossima sarà una settimana corta

La prossima settimana i traders saranno molto attenti ad osservare gli indicatori PMI di Cina, Stati Uniti, Zona Euro, Germania, Francia, mercoledì 1 luglio, ma il giorno più interessante sarà giovedì 2, in cui saranno resi noti i dati di giugno sul mercato del lavoro americano. Ciò avverrà con un giorno di anticipo rispetto al solito, dal momento che venerdì 3 i mercati USA saranno chiusi per il “ponte” del 4 luglio (Independence Day). Tenuto conto di questa festività, si potrebbe pensare ad un inizio di settimana relativamente tranquillo (in assenza di importanti sviluppi dalla crisi greca) con volatilità in crescendo da martedì e fino a giovedì mattina, seguito da un venerdì 3 luglio più quieto, per la chiusura dei mercati statunitensi.

Il mercato dei metalli non ferrosi, la prossima settimana

La prossima settimana l’attenzione degli operatori sarà concentrata, soprattutto, sulla crisi greca, sulle quotazioni del dollaro, sull’indicatore PMI manifatturiero cinese, almeno nei primi giorni. Da metà settimana, invece, gli operatori cominceranno a scommettere sui dati di giovedì negli USA, il rapporto sul mercato del lavoro. In assenza di turbolenze relative alla situazione greca e qualora il dato PMI cinese si riveli tranquillizzante, si potrebbe pensare a qualche ulteriore recupero per i prezzi dei non ferrosi.

Sui minimi degli ultimi giorni, infatti, ci sono stati acquisti regolari (e chiusure di posizioni al ribasso) da parte di operatori che, quantomeno, si attendono un rimbalzo dei corsi. La situazione internazionale, tuttavia, resta altamente incerta, complessa ed enigmatica e, su una simile base, ben difficilmente si può ipotizzare una ripresa significativa dei prezzi, che potrebbero invece muoversi nell’ambito di “forchette” massimo-minimo, in cui i recenti minimi potrebbero già costituire una base di partenza. Le potenzialità rialziste, tuttavia, non saranno particolarmente ampie. Oltre al peso della situazione geopolitica, a quello della crisi greca, il mercato dovrà continuare a fare i conti con un’economia (soprattutto cinese) fiacca e incapace di riprendersi (…)”. 

La nostra visione di medio-lungo termine continua ad essere quella comunicata nel report annuale e successivi aggiornamenti mensili, cui facciamo rinvio.

 

Per le nuove indicazioni sull’andamento dei prezzi dei metalli rinviamo, come sempre, al paragrafo “Previsione”.

(…)” 

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