METALLI, CINA E DOLLARO SOSTENGONO LE QUOTAZIONI

I prezzi dei metalli non ferrosi stanno cercando un nuovo punto d’equilibrio e le ultime sessioni di borsa (LME) hanno visto un mercato più stabile e meno volatile, anche se lo scenario internazionale appare ancora privo di catalizzatori importanti e tali da consentire  una sensibile (e soprattutto solida) ripresa dei corsi, dai valori correnti.

I fattori di sostegno ai prezzi, negli ultimi giorni, sono stati essenzialmente due. Quello valutario, da un lato, con il dollaro a nuovi minimi e l’euro/dollaro in prossimità di quota 1.14 (perfettamente rispettando, peraltro, le previsioni dei nostri Report cambi dai primi di maggio, in cui formulammo, di settimana in settimana, tre successive ipotesi di un andamento in range 1.1080-1.1380, 1.0980-1.1480, 1.0800-1.1600). Ricordiamo, in particolare, la nostra stima del 23 maggio, di  un futuro range 1.0800-1.1600, ritenendola ancora valida).

Da un altro e più importante punto di vista, un certo supporto alle quotazioni è giunto di nuovo dalla Cina, non tanto in termini di consumi o di concrete prospettive economiche, quanto da ragioni di tipo monetario, a seguito della decisione di Pechino di consentire lo swap di emissioni obbligazionarie delle province (da anni sovraindebitate ed ancora uno dei nodi più critici per l’economia cinese), in cambio di nuovi fondi dalla People’s Bank of China, in una misura maggiore di quanto stabilito in precedenza.

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