Materie prime, quali prospettive per i prezzi?

Un mercato a due velocità ha contraddistinto questa settimana, con le quotazioni del rame in rialzo, in direzione di quota 6.000 $, e quelle del resto del comparto dei non ferrosi stabili o in discesa, incapaci di approfittare del buono spunto del metallo rosso e seguirne la tendenza.

L’apertura della nuova settimana vedrà, verosimilmente, un mercato più vivace, per i metalli industriali (e per le altre materie prime maggiormente legate ai cicli economici) data la riduzione del costo del denaro, in Cina, nella giornata di ieri.

Il mercato attendeva di valutare l’appetito dei traders cinesi, al rientro dalle festività per il Capodanno lunare ed ora, sulla spinta di questo nuovo taglio dei tassi, è verosimile che gli operatori affrontino la settimana con un sentimento migliore.

Il rame, peraltro, aveva già messo a segno un sensibile recupero dei prezzi (LME), nei giorni scorsi, riportandosi nell’area dei 5.900 – 6.000 $ complice, forse, l’imminente chiusura del mese. Un movimento legato, con ogni probabilità, all’azione combinata di ricoperture e qualche acquisto speculativo, sulla spinta della ricomparsa della “backwardation”, traendo spunto dai tagli produttivi annunciati dai colossi del settore. Il movimento, peraltro, si è realizzato in coincidenza di un apprezzamento del dollaro ed è stato dunque, in una certa misura, enigmatico.

Il Baltic Dry Index sembra  scontare lo scenario peggiore

Una nuova caduta del Baltic Dry Index (indicatore del costo dei noli per il trasporto marittimo delle merci non liquide) a livelli negativi record in area 500 punti (all’epoca del Report di gennaio eravamo a 650 circa) dimostra in modo inequivocabile il perdurante squilibrio esistente tra le potenzialità della domanda di trasporti marittimi, nel commercio internazionale, e l’eccesso di offerta non ancora smaltito. Questa situazione sta provocando fallimenti nel settore del trasporto marittimo di merci. Ciò è esattamente in linea con quanto abbiamo pronosticato, negli scorsi anni, in merito alle possibilità di significativa ripresa del commercio internazionale e in proposito, come noto, anche oggi nutriamo seri dubbi sul futuro, avendo una visione negativa, soprattutto in riferimento alle possibilità di ripresa cinese.

(Si veda il seguente articolo tratto da http://etfdailynews.com/ che cita http://www.zerohedge.com/).

Record Low Baltic Dry Casualties Emerge: Third Dry-Bulk Shipper Files For Bankruptcy In Past 3 Weeks

BDI

Lo scenario che fa da sfondo ai mercati delle materie prime, in ogni caso, resta estremamente complesso e difficile, soprattutto per le incertezze legate alla futura evoluzione della situazione economico-finanziaria cinese, nei prossimi tempi.

I rischi maggiori potrebbero derivare dal mercato immobiliare, i cui prezzi sono in discesa da molti mesi consecutivi e tale fattore potrebbe generare, a propria volta, pesanti ricadute dal lato finanziario. Molto difficile dire se la Cina in futuro attraverserà una crisi legata ad una “bolla” immobiliare e tale da mettere a rischio anche il proprio sistema finanziario, ma tale eventualità non si può escludere (in realtà sono anni che se ne parla ma, per il momento, i più pessimisti tra gli esperti, sono stati smentiti).

Interessante, su questo tema, il seguente grafico di Frontier Strategy Group che ipotizza tre possibili scenari dei prezzi immobiliari (indice delle 70 maggiori città cinesi), per i prossimi anni, a seconda dell’efficacia dell’azione del Governo, nel prossimo futuro.

FragileChina-FrontierStrtGrp

Di seguito l’articolo completo dal titolo:

Fragile China: How Financial Volatility Can Disrupt Economic Growth

Interessante ed attuale, sul tema, anche il seguente contributo di http://www.valuewalk.com/

China’s Economy Is At Its Most Critical Moment Since The 2008 Global Financial Crisis

Cambiando discorso ed orizzonte geografico, in questa brevissima ed estremamente sintetica disamina delle prospettive dei mercati delle materie prime, in futuro, è interessante considerare come, al contrario, la possibilità di un aggravamento della situazione economico-finanziaria cinese, si possa desumere anche, indirettamente, dal forte aumento degli investimenti cinesi (in fuga dal Paese) a beneficio dei Paesi Europei, a livelli record:

Chinese_FDI_foreign_investment_Europe_Feb112015

Chinese investment into Europe at record high; UK on top, Ireland hopes

I nostri Report e Previsioni sui prezzi di Metalli Ferrosi e non Ferrosi, Euro-Dollaro, Petrolio, Oro, Cambi Valutari, sono letti da oltre 100 aziende italiane e straniere (tra cui alcune multinazionali).

Per una prova gratuita dei nostri Report, potete contattare il seguente recapito:

mg@mercatiefuturo.com

 

 

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La nuova settimana sui mercati, dati e appuntamenti importanti in vista

In settimana ci saranno alcuni appuntamenti e dati di grande importanza nel calendario economico- finanziario internazionale, ma i fatti più attesi sono certamente la riunione di politica monetaria della Bce, giovedì 5 e i nuovi “numeri” sul mercato del lavoro statunitense, venerdì 6.

Al secondo posto per importanza gli indici PMI manifatturieri cinesi (NBS, HSBC) e alcuni dati tedeschi (vendite al dettaglio, PMI manifatturiero e servizi, ordinativi industriali, produzione industriale); infine, gli operatori saranno interessati anche ad altri indici PMI manifatturieri di prossima comunicazione (Eurozona, Francia, USA), ai dati americani su spesa per costruzioni e ordinativi industriali, oltre al Beige Book della Federal Reserve.

Le sedute più importanti per i mercati saranno nella seconda parte della settimana, giovedì e venerdì, con gli appuntamenti decisivi (Bce, occupazione USA) di cui sopra.

 La nostra ipotesi per la prossima settimana prevede (in generale) un inizio prudente (anche se il mercato delle commodities potrà beneficiare della notizia della riduzione dei tassi cinesi) e un graduale miglioramento che dovrebbe culminare, tra giovedì e venerdì, grazie a un certo rasserenamento del clima, dovuto alla prospettiva di un proseguimento senza sorprese delle politiche annunciate (rispettivamente in senso espansivo dalla Bce, moderatamente restrittivo dalla Fed) e per i nuovi dati sull’occupazione USA, probabilmente ancora positivi, ma non al punto da mutare le attese sui tassi d’interesse, nel  prossimo futuro.