Metalli industriali e Commodities, dal nostro Report Settimanale

Pubblichiamo di seguito parte del Report Settimanale sui metalli industriali, appena inviato ai nostri clienti.

“Le condizioni del mercato delle materie prime e, per ciò che più interessa in questa sede, dei metalli ferrosi e non ferrosi, continuano ad essere, con precisione, quelle da noi indicate in passato. Senza grandi illusioni negli scorsi anni individuammo alcuni fatti a lungo sottovalutati dal mercato, che ci fecero affermare con sicurezza che le future potenzialità dei prezzi delle comodities risultavano decisamente scarse.

Si pensi, in primo luogo, all’inevitabile mutamento strutturale dell’economia cinese e più in generale dei BRICS (verso modelli più evoluti ed efficienti, meno legati  al settore industriale e all’export, a mercato immobiliare ed infrastrutture), per la spinta della naturale evoluzione dell’economia, da un lato, ma resi ineludibili e urgenti dalla crisi 2008, che ha fatto da catalizzatore in tal senso, facendo precipitare la domanda e i consumi nell’Occidente più sviluppato.

Tempi e modalità di questi cambiamenti non potevano non influire negativamente sui prezzi delle materie prime, almeno in una prima fase, visto che il passaggio dei BRICS a nuovi modelli economici non avrebbe potuto essere rapido né indolore.

La produzione mondiale di molte materie prime, peraltro, continuando a crescere negli anni, in base ad aspettative irrealistiche circa la futura dinamica dell’economia mondiale, contribuisce a rendere ora più aspro il riaggiustamento degli equilibri domanda-offerta di tante commodities.

Le quotazioni del Baltic Dry Index non fanno che confermare, in prospettiva, un prossimo futuro quantomeno grigio per le quotazioni delle materie prime maggiormente legate al ciclo economico. Fatto che sembrerebbe avvalorato  dal più recente comportamento del prezzo del rame, nel suo tipico e tradizionale ruolo di indicatore dei cicli economici. Le quotazioni petrolifere (di cui abbiamo anticipato la caduta nei nostri Report) vanno nella stessa direzione, segnalando una netta prevalenza dell’offerta. I più recenti dati economici cinesi continuano a mostrare una crescita del Paese al di sotto degli obiettivi governativi e più restrittive condizioni per il credito, anche nel settore dei metalli, dovrebbero contribuire a tenerne i prezzi sotto controllo.

Infine, debolezza economica (e fragilità politica) in Euro Zona e dollaro più forte (altri fatti da noi anticipati con precisione) dovrebbero continuare ad agire come fattori di pressione al ribasso, nel breve termine;  una graduale e più controllata (rispetto agli scorsi anni) ripresa dei prezzi,  nel più lungo periodo, è possibile, in presenza di un forte ridimensionamento dell’offerta internazionale, attraverso tagli produttivi e politiche protezionistiche (limiti all’export) dei Paesi produttori, ma per il momento il lungo e storico ciclo rialzista dei prezzi delle commodities sembrerebbe destinato a subire, quantomeno, una lunga pausa.

In circostanze come quelle sopra descritte, anche la speculazione potrebbe contribuire a tenere sotto controllo i prezzi, sulla base di un sentimento del mercato ormai radicalmente mutato in negativo, rispetto al passato”.

(…)

Per le nuove indicazioni sull’andamento dei prezzi dei metalli rinviamo, come sempre, al paragrafo “Previsione”.

LIVELLI MASSIMO-MINIMO PREVISTI, A BREVE TERMINE

Rame

5.730 – 5.370 $

Alluminio Primario

1.860 – 1.780 $

Nichel

14.650 – 13.850 $

Zinco

2.135 – 2.080 $

Piombo

1.870 – 1.815 $

Si vedano anche i nostri report annuali/mensili.

Lo scenario 2015 per metalli industriali, preziosi, cambi e petrolio si preannuncia alquanto interessante e i nostri clienti riceveranno a breve il nuovo Report annuale 2015.

Per una prova gratuita dei servizi di seguito elencati

– Report Rame, Report Alluminio, Report Nichel, Report Zinco, Report Piombo

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– Report Euro-Dollaro-Preziosi-Petrolio

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