Metalli non ferrosi, possibile recupero dei prezzi, ma nessun cambiamento di scenario

Pubblichiamo di seguito parte del nostro Report Settimanale sui metalli non ferrosi.

Il ritorno alla realtà dei fatti è ciò che ha caratterizzato il recente andamento del mercato dei metalli non ferrosi, dopo la decisa esuberanza dei mesi estivi, che avevano visto un forte rialzo dei prezzi, davvero poco in linea con lo scenario economico sottostante (andamento dei consumi reali). L’inequivocabile riemersione dei fattori negativi presenti nello scenario economico ha successivamente provocato un’inversione di tendenza dei prezzi, riportandoli verso valori più realistici rispetto alle prospettive dell’economia mondiale.

Ora, dopo la pesante correzione di settembre e ottobre, un recupero delle quotazioni potrà anche manifestarsi, ma occorre subito dire che tale recupero (qualora effettivamente si materializzi) non sarà il risultato di un significativo cambiamento dello scenario ma, più semplicemente, un rimbalzo (di natura tecnica) dovuto ad un’eccessiva compressione dei prezzi nel breve periodo, che rende poco convenienti (in termini di rapporto rischio/potenziale rendimento) eventuali nuove operazioni di segno ribassista (consigliando semmai la chiusura delle medesime) e che potrebbe portare anche qualche acquisto per approvvigionamento di merce da parte di un certo numero di aziende.

Tre fattori, in particolare, stanno dominando lo scenario economico internazionale, per quanto attiene ai metalli industriali, alle materie prime (maggiormente legate al ciclo economico) più in generale e ai preziosi:

– lo stato di debolezza economica e fragilità finanziaria in cui versa la Cina (dovuti principalmente alla crisi in atto nel settore imobiliare-edilizia) che, nonostante gli sforzi governativi, non riesce a riprendersi e tornare ai livelli di crescita del passato;

– la situazione di crisi geopolitica apertasi con la crisi Ucraina, ai confini dell’Europa Occidentale, che sortisce pesanti conseguenze per la Zona Euro e, in particolare, per la Germania (già colpita di recente dal rallentamento del proprio export verso l’area asiatica);

– la significativa ripresa delle quotazioni del dollaro americano nei confronti di tutte le altre valute, cosa che preme sui prezzi di tutte le commodities (da sempre in correlazione inversa col dollaro) rendendole, al tempo stesso, molto meno appetibili anche per gli investitori finanziari, che nell’ultimo decennio avevano trovato, nelle materie prime, un utile strumento per compensare la costante svalutazione della moneta statunitense.

Questi fatti (che avevamo previsto con largo anticipo, come sanno i nostri clienti) continueranno ad agire anche nei prossimi tempi e durante il 2015, producendo importanti mutamenti nello scenario, di cui diremo approfonditamente nel nostro Report annuale di gennaio 2015; in tale Report pubblicheremo anche tutte le nostre nuove previsioni sull’andamento dei prezzi a 12 mesi per i metalli ferrosi, non ferrosi, preziosi, cambi e petrolio.

Una nota di ottimismo

Rispetto a quanto affermato sopra vogliamo annunciare e anticipare che, nonostante la gravità e pesantezza dello scenario internazionale, nell’arco del prossimo anno alcune novità positive dovrebbero emergere, secondo le nostre analisi, sia per la situazione europea in generale, che per quella (che ci è più cara) del nostro Paese e delle sue future potenzialità.

Per le nuove indicazioni sull’andamento dei prezzi dei metalli rinviamo, come sempre, al paragrafo “Previsione”.

Si vedano anche i nostri report annuali/mensili.

Lo scenario 2015 per metalli industriali, preziosi, cambi e petrolio si preannuncia alquanto interessante e già da tempo lo stiamo analizzando in funzione del nuovo Report annuale 2015.

Per una prova gratuita dei servizi di seguito elencati

– Report Rame, Report Alluminio, Report Nichel, Report Zinco, Report Piombo

– Report Acciaio

– Report Euro-Dollaro-Preziosi-Petrolio

potete contattare:

mg@mercatiefuturo.com