Metalli non Ferrosi, quale direzione per i prezzi, a breve e a lungo termine?

Pubblichiamo di seguito alcuni spunti tratti dal nostro ultimo Report settimanale sui metalli non ferrosi, di cui è in corso l’invio ai nostri clienti.

Contattando il seguente recapito potrete ottenere una prova gratuita bisettimanale dei nostri Report Rame, Alluminio, Nichel, Zinco, Piombo, con precise previsioni sull’andamento dei prezzi dei metalli al London Metal Exchange.

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SCENARIO

Mercati delle materie prime in caduta, il dollaro promette ulteriori apprezzamenti, gli USA restano unico fattore di supporto nello scenario internazionale

Il rischio Cina, in primo luogo, continua a pesare sui mercati delle materie prime. Lo scenario che ipotizzammo molto tempo fa, ovvero che la ripresa delle economie dei BRICS si sarebbe rivelata debole e fragile, si sta realizzando e, con ogni probabilità, la situazione non è destinata a migliorare nell’anno in corso, né nel prossimo. Inoltre, ciò che è fonte del maggior timore, a nostro avviso, sono le prospettive della stabilità sociale e quindi politica in detti Paesi, per i prossimi anni, proprio a causa della debolezza economica associata, in certi casi, alla fragilità del sistema finanziario.

Il grafico sottostante, fonte The Wall Street Journal, mostra la discesa di due metalli, nichel e rame, rispetto al rallentamento (in atto) per l’economia cinese e, ancor di più alle attese negative in merito alla medesima, nei prossimi anni.

Se il rischio Cina e, più in generale, quello relativo alle economie del gruppo dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina) costituisce il primo fattore di rischio per i mercati delle materie prime, lo scenario attuale presenta altre difficoltà gravi, come la perdurante crisi economica e politica in Zona Euro che, pur essendosi ora molto attenuata nelle sue conseguenze di natura finanziaria (diminuzione dei tassi sui titoli di stato), non è affatto terminata, come dimostra anche il recente atteggiamento della Bce, che si è dichiarata disposta all’adozione di misure straordinarie e non convenzionali, allo scopo di far fronte alla crisi.

Ai fattori sopra indicati occorre aggiungere l’aumentato rischio geopolitico in Europa, Medio Oriente e Nord Africa che, unito al buon andamento dell’economia statunitense (con conseguente irrigidimento della politica monetaria) favorisce la ripresa del dollaro con danno dei prezzi delle materie prime.

Il mercato dei metalli, dunque, sta semplicemente tornando a comportarsi in modo più consono allo scenario, riprezzando i rischi del medesimo.

L’economia USA resta unico fattore di supporto

Segnaliamo il seguente paragrafo, tratto dai nuovi Report mensili di settembre:

“La congiuntura americana appare, allo stato attuale, l’unica fonte di sostegno, nello scenario economico internazionale. L’economia è in crescita, il sistema economico finanziario ha saputo (unico al mondo) ritrovare la stabilità, dopo la crisi del 2008. Il paradosso è che proprio dagli USA è partita quella crisi che ancora oggi, a vario titolo e, con diverse modalità, continua ad affliggere tutti gli altri Paesi. C’è oggi una chiara divergenza, a vari livelli (economia, finanza, politica, politica monetaria) tra ciò che avviene negli Stati Uniti e negli altri Paesi del mondo ma, secondo la nostra opinione, anche la situazione americana nasconde una grande fragilità, sia dal punto di vista finanziario che economico. La sostenuta ripresa in corso negli USA appare, a nostro avviso, il risultato del ritorno degli investimenti internazionali verso quel Paese, a causa della situazione critica nei BRICS e della crisi politico-finanziaria ancora in atto in Europa, più che una tendenza autonoma, naturale, autenticamente solida”.

Mercati dei metalli a breve termine

Si tenga presente, in primo luogo, che gli operatori cinesi saranno assenti dall’1 al 7 ottobre  per festività nazionale (Golden Week) e, in teoria, ciò renderà il mercato di metalli e materie prime ancora meno liquido. Qualche acquisto ai prezzi correnti, prima dell’inizio delle festività non è da escludere.

Un nuovo fatto tiene gli operatori in tensione: la scoperta di operazioni di finanziamento fraudolente per 10 miliardi di $ (finanziamenti garantiti da partite di metalli) ha riportato l’attenzione sullo scandalo iniziato presso il porto cinese di Qingdao, la scorsa primavera, mostrando che tale situazione resta irrisolta e possibile fonte di sorprese. Il rischio è che il nervosismo porti altre liquidazioni di posizioni.

Alla luce delle più recenti elaborazioni rileviamo (…)

Qualora tale eventualità si realizzasse effettivamente potrebbe esacerbare ulteriormente la tendenza, già fortemente negativa, delle materie prime.

La nuova settimana si presenta ricca di dati economici e appuntamenti: in primo luogo gli indicatori PMI di Cina, Stati Uniti, Francia, Germania, Zona Euro, Gran Bretagna. In ordine d’importanza seguono, a nostro avviso, il dato sul mercato del lavoro statunitense di venerdì 3 ottobre e, il giorno prima, la riunione di politica monetaria della Bce. Questi ultimi due fatti potranno influire sensibilmente anche sul comportamento del dollaro e, di conseguenza, incidere più marcatamente sui prezzi delle materie prime.

Altri dati europei e statunitensi potranno influire, in qualche misura, sui mercati, ma in tono minore rispetto a quelli sopra indicati.

Per le nuove indicazioni sull’andamento dei prezzi dei metalli rinviamo, come sempre, al paragrafo “Previsione”.

Si vedano anche i nostri report annuali/mensili.

Il report è stato terminato sabato 27 settembre 2014 alle ore 23:45.

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