La nuova settimana di contrattazioni potrebbe preludere a una fase di sollievo per i mercati. Clima meno pesante fino a fine anno?

La borsa americana ha chiuso in rialzo la seduta di venerdì grazie ad un certo ottimismo trapelato sulla possibilità di un accordo politico riguardo al “fiscal cliff”. Avevamo questa convinzione fin dalla mattina di venerdì scorso quando scrivemmo (si veda l’articolo precedente):

“Possibili sorprese: è venerdì di una settimana che ha visto forti pressioni sulle borse ed un pesante deterioramento del sentimento degli operatori. Tenuto conto del fatto che il venerdì, tradizionalmente, si presta alle sorprese e che i ribassisti potrebbero prendere profitto, per prudenza, in vista del fine settimana, ma soprattutto del fatto che oggi il Presidente americano incontrerà le rappresentanze parlamentari per iniziare a discutere in concreto sulla futura politica del Paese, qualsiasi voce o dichiarazione rassicurante proveniente dalla politica potrebbe essere ben accolta dagli operatori con prospettive favorevoli per una chiusura di settimana migliore per tutti i mercati azionari e delle materie prime. E’ solo un’ipotesi ma, a nostro avviso, da non sottovalutare.”.

Ed ora qualche particolare tratto dai nuovi reports settimanali che tra poco saranno inviati ai nostri clienti, a proposito dell’idea che preferiamo per il prossimo periodo.

“(…) un temporaneo allentamento delle gravi tensioni che hanno pesato sui mercati soprattutto nelle ultime settimane, dopo la forte ripresa dei prezzi di borsa di questa estate, potrebbe caratterizzare l’ultima parte dell’anno.

La settimana che sta iniziando dovrebbe vedere una minore presenza di flussi di capitali sui mercati, visto l’imminente ponte del “Ringraziamento” negli Stati Uniti (da giovedì 22) che inaugura, come ogni anno, la stagione degli acquisti natalizi. In questo periodo, tipicamente, la liquidità tende ad assottigliarsi e la maggior parte degli operatori (…)”.

“(…) Ciò premesso, continuiamo a ritenere che il dollaro non sarà in grado di spingere la nostra moneta sotto quota 1.2600-1.2500 (del tasso di cambio EUR/USD) e ciò costituirà, a nostro avviso e qualora ciò effettivamente si verifichi, un buon indicatore di un clima migliorato e di prospettive favorevoli ad una temporanea ripresa dei corsi fino a fine anno (e secondo le nostre analisi a più lungo termine) forse (…)”.

Quanto ad una ipotesi sull’andamento del comparto dei metalli non ferrosi a breve, richiamiamo il nostro recente articolo intitolato:

London Metal Exchange: rimbalzo o cambio di direzione dei prezzi dei metalli non ferrosi?

Riservato a imprese e studi professionali

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