Prezzo del petrolio, cosa accadrà ora?

Prima di parlare delle nostre opinioni sul futuro, cominciamo col ricordare tutti i nostri più recenti commenti, a partire dallo scorso 29 ottobre:

29.10.2011

“Un ritorno d’interesse del mercato sembra di nuovo in corso ed eventuali violazioni di quota 95 $ (WTI) potrebbero riproporre, come abbiamo già detto in precedenza, prezzi di nuovo nell’area 103-105$”.

10.11.2011

“Il petrolio sta tornando in zona 100$ (WTI) dopo aver fatto qualche finta ed a volte più incurante del comportamento del dollaro, rispetto ad altre materie prime. Cosa ci faccia su questi livelli non è dato sapere, con l’aria che tira nell’economia del pianeta, ma tant’è. Backwardation e riduzione del differenziale con il brent esigono attenzione ed in fin dei conti non stupirebbe se questo bene stesse tornando area privilegiata di parcheggio (temporaneo) di liquidità da parte di tanti operatori, come già fu in passato ed oggi, a maggior ragione, con l’aria che tira nel mondo della “carta”. Prossimo ostacolo a 101 e poi ovvio un obbiettivo nell’area 103-105$ secondo l’ipotesi formulata il 29 ottobre, ma non lo vedremmo oltre”.

13.11.2011

“…tornato in prossimità di quota 100$ come da recente previsione, ora dovrà vedersela con la resistenza a 101$ per proseguire verso quota 103-105 dove la corsa potrebbe fermarsi ed invertire la direzione, a meno di una sorpresa del tipo di quella dei primi mesi 2011, ovvero l’inspiegabile (dal punto di vista dell’economia reale) volo verso 115 $, prima di tornare sulla terra, a 75$…”.

Ed infine diamo riferimento dei nostri commenti completi del 15 novembre e ricordiamo le conclusioni del 21 scorso, che segnalavano il “ritorno sulla terra” per i prezzi.

Per le indicazioni del passato rinviamo alla categoria “Idrocarburi”, all’ “Archivio” ed alla “Rassegna Stampa”.

Situazione attuale

Dopo questa introduzione, la nostra opinione sul futuro: nel breve termine ipotizziamo per il petrolio un andamento lateral-discendente che, una volta varcata la barriera dei 95$ potrebbe spingere i corsi fino alla zona 92. Sotto quest’ultimo valore non lo vedremmo, per ora ed ancor più decisamente negheremmo una discesa sotto quota 90$. In direzione opposta, peraltro, un argine difficile potrebbe essere, di nuovo, il livello di 101. Come indicato sopra ipotizzammo un top in zona 103-105 ed il rialzo si è fermato a 103.38.

Sul piano dei fondamentali la situazione appare migliore (o almeno così si dice…) che per altre materie prime (tra le più legate al ciclo economico) e c’è il deciso gradimento di tanti esperti del mondo bancario e finanziario (fattore che, peraltro, potrebbe anche esser letto al contrario…).

La prospettiva che riteniamo più interessante, dal canto nostro, resta quella geopolitica (sanzioni USA all’Iran, tensioni nel mondo arabo, in Nord Africa e Medio Oriente) ma i prezzi dovrebbero comunque tener conto anche delle future prospettive dei consumi e della possibilità di una recessione (cosa che invece sembrano piuttosto riluttanti a fare). Ricordiamo infine ed in proposito il peso dei fattori finanziari, negli ultimi anni, sulle quotazioni di questo bene e l’interesse del mondo bancario e finanziario che potrebbe continuare a comportare un sovrapprezzo speculativo o comunque non legato a domanda-offerta reali. Le ragioni di tale interesse passato e, forse, odierno, afferiscono verosimilmente alla necessità di salvaguardare i capitali da possibili disavventure nel mondo della “carta”, in epoca di grande complessità e forti tensioni. In un certo senso, vista la grande liquidità del mercato petrolifero, si potrebbe pensare ad un suo uso in qualità di bene rifugio, da parte di grandi investitori che, a nostro avviso, continueranno a scegliere i beni di cui l’umanità non può fare a meno (con garanzia di futura domanda) rispetto ad altri beni rifugio in senso tradizionale, come i metalli preziosi. Tutto ciò, ovviamente, fino a quando non saranno ristabilite condizioni di normalità a livello monetario e dei tassi d’interesse, nei maggiori paesi del mondo.

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