Euro/dollaro e metalli, nota a mercati chiusi

Redigiamo questa nota in ritardo, rispetto a quanto promesso, avendo preferito riflettere di più su quanto avvenuto venerdì sera e sulle future prospettive. La nostra ipotesi sul comportamento del cambio euro/dollaro si è rivelata corretta, per il momento. Il cambio, infatti, dopo aver raggiunto quota 1.3500 e tentato di sfidare livelli ancora più ambiziosi, ha ceduto in modo improvviso e violento, per chiudere la settimana nell’area di supporto di 1.3380, annullando completamente il cammino compiuto dal venerdì precedente. Il movimento, tuttavia, è avvenuto a seguito di nuove “attenzioni” delle agenzie di rating nei confronti di certi paesi dell’Eurozona (tra cui il nostro) rese note nel tardo pomeriggio di venerdì, a mercati europei in chiusura ed in condizioni di minore liquidità. Le borse americane, nel frattempo, invertivano la rotta e, dopo uno schizofrenico alternarsi di cambi di tendenza, concludevano la settimana con segno negativo, influendo negativamente anche sulla successiva chiusura del mercato valutario. L’iniziativa delle agenzie di rating ha introdotto nello scenario, improvvisamente (ed in chiusura di settimana) un fatto esogeno nuovo, cosa che complica la situazione, rendendo più difficili le previsioni di breve e ciò nonostante l’evidente fragilità del cammino rialzista compiuto dall’euro in settimana, rapidamente azzerato dopo le comunicazioni delle agenzie stesse.

Per questo motivo preferiamo essere cauti in merito al fatto di aver centrato la previsione settimanale (si vedano articoli precedenti) e restiamo in attesa di verifiche ulteriori a partire da lunedì, pur ricordando la nostra preferenza per il dollaro, nelle attuali circostanze, rispetto alla moneta europea.

Per il resto possiamo ricapitolare: l’acciaio si trova esattamente in prossimità del livello previsto lo scorso 18 settembre, in zona 550$ (billette LME a 3 mesi) ; il nichel ha evitato di violare al ribasso la barriera dei 16.500 $ per chiudere la settimana in recupero, toccando esattamente l’obbiettivo indicato ai nostri clienti (18.800-19.200$) la scorsa settimana; lo stagno continua la ripresa con il prezzo che tenta l’avvicinamento a quota 25.000$.

L’alluminio recupera con fatica e si ferma poco sopra 2.200 $. Ricordiamo che questo è ancora il valore obbiettivo che ipotizziamo per fine 2011.

Del rame abbiamo già parlato nei giorni scorsi e rimandiamo ai precedenti articoli, anche se non possiamo sbilanciarci sulle quotazioni attese per il futuro, riservate ai clienti.

Zinco e piombo evitano più pesanti disastri restando al di sopra dei solidi supporti di 1.830 $ e 1.860 $, rispettivamente (prezzi LME a 3 mesi). In entrambi i casi si potrebbe pensare che il peggio sia passato, almeno nel breve, vista la vicinanza di valori di supporto di grande importanza.

Con riferimento a tutti i metalli non ferrosi, acciaio, oro, dollaro, abbiamo appena terminato una nuova tornata di ricerche e previsioni sull’andamento dei prezzi nell’ultimo trimestre 2011 e negli anni successivi. I responsabili aziendali interessati ci possono contattare al solito recapito:

mg@mercatiefuturo.com