Metalli, acciaio, stagno, nota

Rilassamento delle tensioni sui mercati e netta ripresa dei corsi dei metalli di base. Di nuovo i prezzi si trovavano sotto eccessiva pressione ed un riequilibrio dei mercati era inevitabile, prima di manifestare più chiaramente la direzione futura delle quotazioni.

L’acciaio è in assestamento e si trova da un po’ nell’area che avevamo previsto lo scorso 18 settembre, 550 $ per le billette LME. I movimenti di questo bene sono meno ampi di quelli dei metalli perché nel recente passato non c’erano state le esagerazioni che avevano contraddistinto questi ultimi. Lo stesso sarà, a nostro avviso, per il futuro. Verosimile peraltro che i soli piani per l’edilizia popolare cinese, in un mutato scenario economico, non riescano a sostenere o far crescere le quotazioni che potrebbero finire per seguire i metalli, con una volatilità ridotta. Il prezzo del ferro, vera incognita di questo trimestre e del prossimo anno sarà importante, così come le quotazioni di carbone e petrolio (sulle quali il futuro sembra meno nebuloso). Questa settimana poche novità, con la Cina ferma per festività fino a domani. Per il resto le prossime settimane dovrebbero vedere i prezzi di questo bene muoversi a seconda della direzione del comparto dei metalli, ma con una volatilità molto meno ampia. Certi eccessi nella produzione cinese e l’andamento negativo a Shanghai, di recente, hanno mutato il sentimento degli operatori, mentre le prime previsioni di chiusure di stabilimenti o tagli produttivi produttivi, conseguenza del calo di consumi in Europa, saranno di supporto.

Petrolio, dollaro e mercati in generale, con il loro andamento, daranno un indirizzo anche a questo bene. Ricordiamo l’articolo precedente, con un’opinione sulle sorti di dollaro ed euro, nei prossimi giorni.

Stagno: in via eccezionale, pubblichiamo qui di seguito la nota indirizzata ai nostri sottoscrittori la mattina di lunedì 3 ottobre:

“Anche nel caso dello stagno previsione realizzata. Tutti i livelli toccati dalla primavera erano stati fortunatamente indicati in anticipo, a parte la recente discesa fino a 21.000 seguita dal tracollo a quota 17.000. Avevamo ipotizzato la violazione ribassista di quota 24.000 $ e l’ulteriore possibilità di vedere questo metallo indietreggiare di nuovo fino ai recenti minimi di agosto. Ricordiamo di aver previsto la discesa di questo metallo dai massimi dell’anno (33.000). Anche il nuovo rimbalzo atteso (fino a 21.700 $) si è verificato e con la minaccia di blocco delle esportazioni indonesiane su un mercato poco liquido e manipolabile come quello dello stagno, è verosimile che i ribassisti siano più cauti. In teoria i prezzi dovrebbero riprendere un cammino rialzista almeno verso 25.000, il livello citato dai produttori asiatici”.

mg@mercatiefuturo.com