METALLI NON FERROSI, LA CINA TORNA AL LAVORO, PREZZI LME E SHANGHAI SU
Terminato il festival Quingming, durato dal 2 al 4 aprile, il ritorno dei traders cinesi riporta il segno più a Londra e Shanghai, dopo giornate di grande incertezza.
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In assenza degli operatori cinesi, per festività, i venditori non avevano trovato adeguato assorbimento, col risultato che i prezzi di tutti i metalli, con la sola eccezione dell’alluminio, avevano cominciato a scendere in modo pesante. Il più recente quadro dei fondamentali, tra l’altro, aveva riportato a galla alcune incertezze e ambiguità di fondo, con il risultato di un andamento indeciso e bidirezionale.
Nelle ultime settimane il sentiment si era deteriorato per i dubbi sorti a proposito del boom immobiliare che da oltre un anno spinge i prezzi delle case in Cina. Il mercato, infatti, sembrerebbe aver raggiunto un apice, almeno temporaneo. A ciò si aggiunga che, sul versante della politica economica statunitense, ora i proclami non bastano più e gli operatori vogliono vedere fatti concreti, sia in merito alle misure di stimolo fiscale, che a proposito dell’annunciato piano di investimento in infrastrutture.
Paradossalmente, la recente ripresa dei corsi dell’euro non ha fornito grande aiuto alle quotazioni dei metalli, rimaste preda di umori altalenanti e quotidiane contingenze, facendo pensare che la forte spinta positiva che ebbe origine a fine 2015 fosse ormai in via di esaurimento, a meno di nuove sorprese, di un nuovo catalizzatore.
La prevalente debolezza dei prezzi, negli ultimi giorni, aveva riportato i non ferrosi (con l’eccezione dell’alluminio) su delicati valori di supporto, con il rame ormai in prossimità dei 5.700$, il nichel a 9.800$, lo zinco in area 2.700$, stagno e piombo rispettivamente in zona 19.500 e 2.270$. La riapertura del mercato cinese oggi ha sostenuto le quotazioni a partire da Shanghai, anche se in un primo momento rame e zinco avevano continuato ad arrancare. Successivamente il segno più ha fatto ritorno per tutto il comparto, contribuendo a far rimbalzare anche i prezzi del London Metal Exchange, che in questo momento segnano rialzi tra l’1% e il 3%. In evidenza, finalmente, il nichel.
Un caso a parte, sul mercato, è quello dell’alluminio, che ha avuto un comportamento meno volatile, mantenendo nel tempo una intonazione prevalentemente positiva, salvo rari sbandamenti, sulla scorta dei promessi tagli produttivi cinesi, delle scorte in calo e di un aumento delle prenotazioni per il ritiro dai magazzini. L’alluminio ha tentato l’attacco a quota 2.000$ a fine marzo, al London Metal Exchange, fermandosi in prossimità dei 1.980$ ed ora sembra voler ripetere il tentativo. La violazione decisa e perdurante della linea 1.980 proietterà questo bene in area 2.030-2.060, con relativa facilità.
Cosa affermammo, nelle nostre previsioni (riservate in esclusiva ai clienti), sabato 25 marzo, a proposito di ciascun metallo?
Ne diamo conto nel breve riepilogo che segue, invitando i lettori a registrarsi al nostro sito, per una prova gratuita dei servizi.
Alluminio
L’alluminio subisce molto meno sbandamenti degli altri metalli e i prezzi restano in tensione, anche se il metallo non riesce a portarsi al di sopra di 1.950, valore da cui tentare l’ascesa fino ai 2.000$.
Scorte in diminuzione e aumento delle prenotazioni per il ritiro dai magazzini LME stanno sostenendo i corsi.
Dobbiamo ripetere quanto affermato la scorsa settimana. I fondamentali restano dubbi, ma i ripetuti proclami cinesi sui tagli produttivi tengono i traders in tensione e la maggior parte di essi evita scommesse ribassiste sull’alluminio.
Siamo ormai sopra 1.900 e un target possibile, a breve, sarà l’area 1.960-1.980$. Verso il basso, supporti molto forti sono tra 1.880.
Viste e considerate tutte le condizioni dell’attuale scenario, riteniamo probabile un movimento dei prezzi a breve termine, in un’area di valori compresa tra:
1.970 e 1.895$.
Per scenario e dinamica di lungo periodo rinviamo ai nostri report annuali e mensili.
Rame
Il mercato è entrato in una fase “laterale”, priva di una direzione precisa. I buyers delle imprese aspettano, senza fretta di rincorrere le quotazioni, preferendo l’acquisto nei momenti di debolezza. I traders finanziari sembrano aver temporaneamente perso interesse, nonostante la debolezza del dollaro, mentre continua nell’ombra, ancora senza esito, la contesa tra grandi operatori, a colpi di scorte depositate nei magazzini LME e di prenotazioni per il ritiro di metallo.
Il metallo sul mercato non manca e lo sciopero prolungato presso i siti minerari di Escondida (Cile) e Cerro Verde (Perù) non ha portato riflessi particolarmente positivi per le quotazioni. Sullo sfondo, la Cina (con l’import di metallo in calo) sembra aver esaurito l’effetto di traino, mentre le (positive) attese sull’economia americana non bastano più a giustificare la tendenza rialzista, in attesa dei fatti concreti che dovranno venire, nel prossimo futuro.
L’economia internazionale, tuttavia, dovrebbe continuare ad avere un andamento positivo, cosa che contribuisce a sostenere i prezzi, impedendo più ampi ribassi.
L’obiettivo dei rialzisti, adesso, è di riguadagnare la linea dei 6.000$, puntando a quota 6.200 prima e 6.500 poi, verosimile obiettivo finale di un prossimo movimento di ripresa. In direzione opposta, solidi supporti in area 5.750-5.650 dovrebbero contenere i danni, nei momenti di debolezza.
Viste e considerate tutte le condizioni dell’attuale scenario, riteniamo probabile un movimento dei prezzi a breve termine, in un’area di valori compresa tra:
5.950 e 5.730 $.
Per scenario e dinamica di lungo periodo rinviamo ai nostri report annuali e mensili.
Nichel
L’Agenzia per l’Ambiente delle Filippine ha autorizzato 8 imprese minerarie (la cui attività era stata precedentemente sospesa) a consegnare minerale già estratto e ciò ha portato a nuovo nervosismo sul mercato.
Abbiamo continuato a ripetere, per mesi, che i movimenti del nichel sarebbero stati molto più nervosi di quelli degli altri metalli, in ragione dell’intervento governativo di alcuni Paesi (Filippine, Indonesia soprattutto), con provvedimenti atti a disciplinare la produzione/offerta mineraria.
Viste e considerate tutte le condizioni dell’attuale scenario, riteniamo probabile un movimento dei prezzi a breve termine, in un’area di valori compresa tra:
10.050 e 9.680 $.
Per scenario e dinamica di lungo periodo rinviamo ai nostri report annuali e mensili.
Zinco
I prezzi restano ingabbiati tra 2.890 e 2.800. Pochi i riflessi positivi dello sciopero presso le miniere di Noranda in Quebec, dove la produzione (…).
Supporti solidi sono in zona 2.780$, mentre solo il netto e perdurante superamento di 2.880$ potrà preludere ad un raggiungimento degli obiettivi di 2.930-2.960.
Viste e considerate tutte le condizioni dell’attuale scenario, riteniamo probabile un movimento dei prezzi a breve termine, in un’area di valori compresa tra:
2.880 e 2.770$.
Per scenario e dinamica di lungo periodo rinviamo ai nostri report annuali e mensili.
Piombo
Scorte in diminuzione e aumento delle prenotazioni per il ritiro dai magazzini LME stanno sostenendo i corsi.
Viste e considerate tutte le condizioni dell’attuale scenario, riteniamo probabile un movimento dei prezzi a breve termine, in un’area di valori compresa tra:
2.430 e 2.290 $.
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