Metalli industriali in rialzo, dopo la manovra monetaria cinese, ma la reazione positiva è temporanea
Dal nostro REPORT SETTIMANALE sui metalli industriali…
“(…) Una settimana fiacca per le quotazioni dei metalli industriali che, in assenza di nuove notizie positive, avevano di nuovo ripiegato verso il basso. In chiusura di settimana il mercato ha ritrovato temporaneamente vigore grazie al taglio dei tassi cinesi, giunto a sorpresa. La People’s Bank of China ha comunicato la riduzione di uno 0,25% del tasso benchmark sui prestiti (al 4,35%) e del medesimo importo per il tasso sui depositi (ora all’1,5%). La riserva frazionaria è stata ridotta dello 0,50% (con un ulteriore 0,5% per alcune istituzioni).
I ribassisti sui metalli non ferrosi hanno chiuso le posizioni e i compratori sono riapparsi, ma l’effetto di questa nuova misura si è spento piuttosto rapidamente, un po’ perché i mercati, a questo punto, vogliono prove concrete dall’economia reale, un po’ perché il venerdì difficilmente si intraprendono nuove iniziative e si preferisce lasciar trascorrere il week-end.
Quella di oggi, venerdì 23 ottobre, è la sesta riduzione dei tassi in Cina, da novembre 2014. Una politica così aggressiva, in senso espansivo, non si vedeva dal 2008/2009, ai tempi della grande crisi finanziaria globale. La banca centrale cinese sta cercando di stimolare un’economia afflitta da debolezza della domanda e eccesso di capacità produttiva, con ogni mezzo, ma il sentimento degli operatori resta pessimista e, ribadiamo, in attesa di conferme concrete dall’andamento dell’economia reale.
Dopo un breve entusiasmo iniziale i venditori allo scoperto sono riapparsi, incoraggiati dalla fiacchezza della reazione alla notizia e dalla possibilità di vendere a livelli migliori. Un segnale molto preoccupante per il futuro. I mercati, tra l’altro, erano reduci dalla riunione della Bce, tenutasi ieri, giovedì 22 ottobre, con un risultato ultra accomodante. Mercoledì prossimo, 28 ottobre, sarà la volta della Federal Reserve americana che, a nostro avviso, adotterà una linea simile, facendo definitiva chiarezza sul rinvio del rialzo dei tassi americani.
Emerge con evidenza una minore capacità dei mercati di reagire positivamente alle notizie riguardanti nuovi stimoli di carattere monetario. Probabilmente il malato è ormai assuefatto alla medicina somministrata e non riesce più a rispondere come si vorrebbe? Verrebbe da chiedersi quanto manchi, ormai, (…)”.
“(…) Nulla di nuovo o di strano, per quanto ci riguarda. Abbiamo tempestivamente dato conto ai nostri clienti di questa possibilità/probabilità e di altri fatti che, negli ultimi trimestri, si sono verificati nel preciso modo che avevamo pronosticato (…)”.
LA PROSSIMA SETTIMANA, APPUNTAMENTO CON LA FED
Non ci dilungheremo sul calendario economico-finanziario della prossima settimana, che sarà dominato dalla riunione della Federal Reserve. Secondo la nostra opinione, il banchiere centrale statunitense farà chiarezza sulle prospettive dei tassi a breve termine, rinviando il rialzo precedentemente ipotizzato e lasciando intendere che, se i tassi statunitensi dovranno risalire, potranno cominciare a farlo non prima che sia iniziato il 2016.
La nostra visione di medio-lungo termine continua ad essere quella comunicata nel report annuale e successivi aggiornamenti mensili, cui facciamo rinvio.
Per le nuove indicazioni sull’andamento dei prezzi dei metalli rinviamo, come sempre, al paragrafo “Previsione”.


