Euro-Dollaro, nota delle 08:30: quale direzione per il cambio, in futuro?
L’euro continua a muoversi all’interno delle fasce di prezzo ipotizzate per i nostri clienti a febbraio, per tutto il 2012. Il comportamento della nostra moneta contro dollaro, inoltre, continua a rispettare fedelmente la forbice di valori indicata lo scorso 24 settembre per il più breve termine e comunicata anche qui nel blog, ovvero l’area 1.3300/1.3100 come zona dei massimi e 1.2500 come zona dei minimi. Ai lettori del blog possiamo dire che non abbiamo ancora mutato opinione, ritenendo ancora validi questi valori. Il nostro scenario a 12 mesi invece (riservato in via esclusiva ai soli clienti) contiene fondate e motivate ipotesi che coprono il periodo fino a ottobre 2013. Continua oltre…
Riservato a imprese e studi professionali
Richiedete una prova gratuita delle nostre reportistiche previsionali (valida per i soli reports settimanali) su metalli non ferrosi, acciaio, cambi (con particolare riferimento a euro-dollaro). Per attivare la prova basta farne richiesta ai recapiti sotto indicati:
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Nel nostro Report Forex e Preziosi, a livello settimanale, Domenica scorsa avevamo formulato l’ipotesi di un andamento tra 1.2888 e 1.2620 tra lunedì ed oggi e per il momento i fatti non si sono discostati molto da tale indicazione. Oltre 1.2930 e 1.2970 ci sono aree di prezzo “difficili” e non è improbabile che, nel brevissimo, il cambio ripieghi, dopo questa buona settimana, di nuovo verso quota 1.2800, in una fase di consolidamento sempre fermo restando il nostro range principale del 24 settembre riportato sopra (1.3300/1.3100 area massimi e 1.2500) cui, a nostro avviso, dovremo far l’abitudine, ancora per un po’.
La settimana ancora in corso, iniziata con un’incidente di percorso (il downgrade della Francia, avvenuto peraltro in uno dei momenti meno “liquidi” della giornata di lunedì ed occasione, forse, per liberare il mercato dalle “mani deboli”) ha visto successivamente riprodursi un pezzo del copione usuale dall’inizio della crisi, con il rinvio a lunedì delle decisioni sulla situazione greca. Il differimento ad una data oltre un fine settimana è stato un episodio frequente della crisi che, nella sua evoluzione, ha avuto altre tre caratteristiche costanti: l’assenza di decisioni veramente risolutive, il continuo aumento degli importi di denaro stimati per riparare i danni e fornire soluzioni, la tendenza degli operatori a vendere euro sulle notizie di raggiunte intese. In ogni caso la reazione dell’euro è stata positiva e la nostra moneta ha continuato a riprendersi, nonostante la diffusa presenza di ribassisti (vecchi e nuovi) in campo.
A questo punto della settimana e con il “ponte” del Ringraziamento in corso, sembrerebbe di poter pensare ad una tranquilla chiusura di contrattazioni, a meno di sorprese dell’ultim’ora, peraltro non infrequenti di venerdì.
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