Pesante inizio di settimana, anche oro e argento arretrano

Per le aziende che ci leggono e scrivono: richiedete una prova gratuita del report previsionale oro, argento e dollaro, scrivendo a:

mg@mercatiefuturo.com

Avevamo previsto un inizio di settimana “in rosso” per materie prime ed indici azionari (si veda articolo del 30 ottobre) ma non profondo rosso. Come abbiamo avuto modo di notare, ripetutamente, l’attuale brusca alternanza di segni negativi e positivi di notevole ampiezza, per i prezzi, continua a manifestare l’irrisolta situazione di fondo di questa crisi sistemica. I repentini mutamenti d’umore cui abbiamo assistito mostrano bene la fragilità dell’attuale contesto, da un lato, dall’altro essi consentono ai soli operatori dominanti, verosimilmente, di approfittare di buoni affari, in un mercato dalla tendenza estremamente ambigua.

Torniamo a parlare di oro ed argento, visti i numerosi contributi che abbiamo dedicato agli altri metalli, nei giorni scorsi e viste le frequenti richieste di tante aziende che ci leggono.

Il prezzo dell’oro si è fermato alla barriera dei 1.750 $ secondo la nostra precisa previsione, mentre l’argento ha arrestato la corsa prima del previsto (avevamo messo in conto anche un possibile ritorno a quota 37 $, prima di nuove discese). Si vedano in merito gli articoli precedenti o l’archivio.

Cosa succederà ora? La nostra idea predilige ancora, per ora, una continuazione delle discese, ma fino a quali obbiettivi? Le nostre previsioni per il futuro sono riservate ai soli clienti e non possiamo, salvo rare eccezioni, parlarne qui. Invitiamo, tuttavia, alla prova gratuita dei nostri servizi.

Da tempo il nostro pronostico era di un ritorno in auge dell’inversa correlazione tra preziosi e dollaro che tipicamente connota l’andamento di questi beni, da sempre.

Uno dei fatti di maggior interesse del panorama finanziario, negli ultimi tempi, è stata proprio la divergenza tra andamento dell’oro e di altri mercati, come borse, obbligazionario e materie prime. Il fenomeno più interessante, inoltre, è stato l’interruzione dell’inversa correlazione tra oro e dollaro. Come abbiamo ripetuto tante volte, l’acquisto di dollari (ovvero della cosiddetta valuta di riserva) in occasione di turbolenze e tensioni sui mercati finanziari è cosa tipica e necessitata. Non deriva, in altre parole, da una libera scelta, ma dal fatto che, in simili circostanze, tutti gli operatori non hanno altra opzione che convogliare le loro risorse su valuta USA ed ovviamente sui titoli di stato americani, privilegiando quindi, su tutto il resto, il fattore liquidità degli assets. Questa tradizionale ed inversa correlazione tra diversi mercati ha funzionato anche durante la grande crisi finanziaria del 2008-2009 per diventare successivamente sempre meno forte e scomparire temporaneamente, nei confronti dei metalli preziosi. La ripresa di detta inversa correlazione è avvenuta solo di recente, in occasione della fase più drammatica della crisi europea.

In precedenza l’oro e l’argento avevano seguito l’orientamento delle uniche due valute percepite davvero come beni rifugio, nell’attuale scenario, ovvero franco svizzero e yen.

Il paradosso che vedeva in oro e argento dei beni rifugio che poi, nei momenti veramente critici, finivano per essere liquidati in base all’aumento dell’avversione al rischio, come qualsiasi altro asset, è stato (temporaneamente?) messo in crisi, ma il suo recente affiorare deve far riflettere di nuovo e decisamente, con riferimento alle prospettive dei prezzi.

Gli ultimi anni hanno visto una continua lotta tra “carta” e beni reali, in una situazione finanziaria caratterizzata da perdita di potere d’acquisto delle maggiori valute del pianeta, fino ad una perdita di credibilità delle stesse.

Pur avendo previsto dal 2002 il ritorno dell’oro come bene rifugio e, negli anni successivi, anticipato il fortunato andamento, le nostre più recenti ipotesi sono diventate negative, sulla base dell’eccessiva presenza di fattori di rischio nello scenario internazionale, tali da comprimere anche le potenzialità future dei preziosi. In merito al passato si veda la nostra opinione (2006) riportata da TgCom-Mediaset che manifesta il nostro interesse verso questo bene dal 2002.

In altre parole, di recente non ritenevamo ancora raggiunto il tempo di una maggiore maturità del ciclo rialzista dei preziosi (nonché di materie prime e beni reali in generale, in quanto opposti agli assets cartacei). Sulle precise ragioni di una simile opinione ci siamo spesso intrattenuti con i nostri clienti e lettori della nostra reportistica.

Infine, restiamo in attesa di verificare se la seconda parte della settimana porterà ad un nuovo recupero delle quotazioni degli indici azionari di borsa e delle maggiori materie prime (in effetti lo show potrebbe continuare ancora un po’) e, nell’attesa, invitiamo di nuovo le aziende che ci leggono a richiedere una prova gratuita della nostra reportistica su preziosi (oro, argento) e dollaro, scrivendo a:

mg@mercatiefuturo.com