Dollaro, Metalli, Petrolio: prospettive a breve

L’ipotesi di una continuazione delle discese del prezzo dei metalli non ferrosi e del petrolio ci continua a sembrare più verosimile di quella di una ripresa della tendenza rialzista nata (o meglio, rinata) nell’estate 2010, indipendentemente dalla situazione in Giappone. Importanti fattori negativi si erano accumulati nello scenario internazionale ben prima della tragedia giapponese così come, ben prima di quell’evento, i valori di rame, nichel, zinco, piombo, petrolio avevano cominciato a scendere nel modo rapido e violento tipico delle fasi di diffusa liquidazione di posizioni.

Quei fattori negativi (tra cui la crisi finanziaria in zona euro e le prospettive della politica monetaria cinese, alle prese con un’inflazione alimentare a due cifre) non erano riusciti a scalfire minimamente la tendenza rialzista dei prezzi delle materie prime, almeno fino alle recenti tensioni politiche nell’area mediorientale e nordafricana.

Un’eventuale discesa significativa del prezzo del petrolio (ad. esempio in area 75$) con un rapporto euro/dollaro a 1.3000 avrebbe riflessi immediati soprattutto sull’alluminio, le cui quotazioni finora sono scese di poco, rispetto a quelle degli altri metalli di base. Conseguenze negative potrebbero essere avvertite anche sulle quotazioni dell’acciaio.