Cambio Euro-Dollaro, alla ricerca di un nuovo equilibrio

Il cambio euro-dollaro sta finalmente cercando un nuovo punto di equilibrio, dopo la straordinaria discesa iniziata nella primavera 2014 e culminata con il recente minimo di 1.0460.

Nelle ultime settimane l’andamento del tasso di cambio euro-dollaro è stato all’interno di una fascia di valori compresa tra 1.1050 e 1.0520 (minimo di lunedì scorso), senza intaccare il citato minimo in area 1.0460.

euro-dollaro

La rinnovata forza di dollaro dei giorni scorsi era da attribuire alla pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della Federal Reserve, dalla quale sono emerse opinioni diverse ed opposte in merito all’inizio della futura manovra restrittiva nella politica monetaria statunitense. I traders hanno prontamente colto l’occasione per ricomprare dollari, sui minimi recenti.

Molti sono i fatti capaci d’influire sul cambio (con diverso peso e in diverse direzioni) nei prossimi tempi. I principali fattori da considerare, a questo punto, sono:

– l’attenuata divergenza tra situazione economica americana ed europea;

– l’appetito del mercato verso i treasuries (anche alla luce dei più recenti dati comunicati);

– l’andamento dei fondamentali dell’economia in Zona Euro;

– l’evoluzione della crisi greca (tale da incidere sensibilmente anche sull’azionario europeo);

– il fattore tecnico, ovvero la possibilità che un buon numero di posizioni al ribasso, ancora in essere, faccia scattare il cambio verso l’alto, fino a rimuovere gli stop loss;

– il futuro orientamento della Bce.

A proposito di quest’ultimo fattore, la posizione della Banca centrale europea non sembrerebbe destinata a riservare nuove sorprese, rispetto a quanto atteso.

Il mercato adesso potrebbe diventare più volatile, vista l’imminente chiusura di settimana. I traders cercheranno di capire la direzione del cambio a breve termine, nel perdurante dubbio che la correzione in atto dai recenti minimi assoluti possa esser stata solo un rimbalzo e non un vero e proprio cambio di direzione.

La prossima settimana, tuttavia, avrà un calendario economico-finanziario di scarsa importanza, ai fini dell’evoluzione di questo cambio e sarà dominata dalla riunione della Federal Reserve di mercoledì 29 aprile.

Lecito pensare, a questo punto, che tra gli operatori, a un certo punto,  ricominci a prevalere la prudenza, in merito all’assunzione di nuove importanti iniziative, in attesa che si compia la prossima riunione della Fed.

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