Prezzo del Ferro e Baltic Dry Index: migliori prospettive per il mercato siderurgico?

Il mercato del ferro è in tensione, ai massimi da diverse settimane e dalla seconda metà di maggio. Migliora finalmente il sentimento degli operatori, complice anche il recente recupero (nonostante lo storno dai massimi 2013) del Baltic Dry Index, indicatore del costo dei noli (trasporto marittimo di merci non liquide), rimasto a lungo depresso dall’azione combinata del rallentamento dell’economia internazionale e dell’enorme  sovra capacità creatasi negli ultimi anni, soprattutto a causa di stime eccessivamente ottimistiche sul commercio internazionale e sullo sviluppo economico cinese.

La domanda fondamentale è se ora, finalmente, i mercati internazionali potranno archiviare, con notevole sollievo, la dinamica ribassista dei corsi dell’acciaio, proclamandone un raggiunto minimo.

Sui recenti movimenti al rialzo del prezzo del ferro ha agito, certamente, la ripresa delle quotazioni dell’acciaio cinese, i cui toni presso la borsa di Shanghai sono migliorati ed il cui valore si mantiene molto lontano dai minimi registrati nel settembre dello scorso anno.

L’attuale ottimismo, tuttavia, potrebbe di nuovo recedere, in assenza di notizie rassicuranti sulla congiuntura cinese e sull’offerta globale di metallo (soprattutto da Australia e Brasile).

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