Mercati azionari 2012
Tra alcuni giorni rivedremo l’amico Francesco Carbone, analista mercati azionari per ABS CONSULTING SIM S.p.A. e fondatore dell’Associazione Usemlab, per un’incontro di lavoro legato ad alcuni progetti comuni. In quell’occasione raccoglieremo di nuovo le sue opinioni sui mercati azionari, per la seconda metà del 2012.
Nel frattempo riproponiamo il suo parere pubblicato sul blog (in stralcio) lo scorso 24 gennaio. I fatti sono andati nella direzione pronosticata e non mancheremo di tornare in argomento, appena lo avremo incontrato di nuovo. Qui l’articolo completo del 24 gennaio.
“L’evidente divergenza dell’ultimo trimestre 2011 tra movimento degli indici azionari ed economia reale, che ha trovato continuazione in queste prime settimane del 2012, non lascia misteri: essa è interamente frutto dei massicci sostegni forniti dalle banche centrali ai mercati finanziari.
Difficilmente tale disconnessione potrà continuare in assenza di un effettivo miglioramento delle condizioni economiche sottostanti. Considerate a fondo le ragioni che hanno portato alla crisi reale, e gli interventi finora messi in atto per curarla, crediamo che sia troppo prematuro pensare a una inversione sostenibile del trend economico sottostante in questo 2012. In altre parole gli interventi istituzionali di natura monetaria ancora una volta stanno creando un effetto illusorio che svanirà a tempo debito.
I primi quattro mesi dell’anno, con le numerose aste di finanziamento degli Stati europei, richiederanno nuovi immensi sforzi di sostegno da parte delle banche centrali. Sostanzialmente essi sono già stati annunciati e salvo sorprese dovrebbero garantire un traghettamento fino alla primavera privo di scossoni particolari. Le borse hanno già incorporato nei prezzi l’esito favorevole di questo supporto tanto che dai minimi di agosto, pur con qualche eccezione, hanno messo a segno rialzi abbastanza consistenti di circa il 25% e proprio in questi giorni stanno fornendo i segnali di breakout che aprirebbero la strada a ulteriori recuperi.
Benché a nostro avviso gran parte del rialzo sia stato realizzato, da questi livelli possiamo aspettarci ancora un 10%, maturato il quale converrà tirare i remi in barca e aspettare nuove evoluzioni. Come l’anno scorso, i problemi dovrebbero infatti emergere a partire dalla tarda primavera quando si scoprirà che gli aiuti al lato finanziario dell’economia non hanno trovato meccanismi di trasmissione sul lato reale e si sono risolti in un ulteriore travaso di ricchezza dal secondo al primo. A quel punto il riaggiustamento dei valori sui mercati finanziari potrebbe anche presentarsi in maniera brusca; in ogni caso offrirà nuove opportunità di ingresso a prezzi decisamente più interessanti di quelli attuali”.
