Economia e mercati: un’opinione interessante

Qualche giorno fa abbiamo dovuto redigere una breve relazione in collaborazione con diverse persone e per finalità interne di ABS CONSULTING SIM S.p.A. Alla stesura del documento ha partecipato l’amico Francesco Carbone (in questo caso in veste di economista/analista della SIM e non quale fondatore dell’Associazione Usemlab). Abbiamo quindi utilizzato alcune sue interessanti considerazioni e stime sui mercati azionari (che non possiamo pubblicare) per compiere nuove elaborazioni e proiezioni in correlazione con materie prime, preziosi, valute ed i risultati sono, come sempre, riservati esclusivamente ai nostri clienti.

Nello spirito di questo blog, tuttavia, ci è gradita l’occasione di pubblicare un brevissimo estratto delle opinioni di Francesco, nella parte non riservata.

“Borse europee in graduale recupero e indici americani decisamente positivi contro una economia reale in continuo peggioramento nel vecchio continente e una stabile, nella migliore delle ipotesi, negli Stati Uniti. L’evidente divergenza dell’ultimo trimestre 2011 tra movimento degli indici azionari ed economia reale, che ha trovato continuazione in queste prime settimane del 2012, non lascia misteri: essa è interamente frutto dei massicci sostegni forniti dalle banche centrali ai mercati finanziari.

Difficilmente tale disconnessione potrà continuare in assenza di un effettivo miglioramento delle condizioni economiche sottostanti. Considerate a fondo le ragioni che hanno portato alla crisi reale, e gli interventi finora messi in atto per curarla, crediamo che sia troppo prematuro pensare a una inversione sostenibile del trend economico sottostante in questo 2012. In altre parole gli interventi istituzionali di natura monetaria ancora una volta stanno creando un effetto illusorio che svanirà a tempo debito.

I primi quattro mesi dell’anno, con le numerose aste di finanziamento degli Stati europei, richiederanno nuovi immensi sforzi di sostegno da parte delle banche centrali. Sostanzialmente essi sono già stati annunciati e salvo sorprese dovrebbero garantire un traghettamento fino alla primavera privo di scossoni particolari. Le borse hanno già incorporato nei prezzi l’esito favorevole di questo supporto tanto che dai minimi di agosto, pur con qualche eccezione, hanno messo a segno rialzi abbastanza consistenti di circa il 25% e proprio in questi giorni stanno fornendo i segnali di breakout che aprirebbero la strada a ulteriori recuperi.

Benché a nostro avviso gran parte del rialzo sia stato realizzato, da questi livelli possiamo aspettarci ancora un 10%, maturato il quale converrà tirare i remi in barca e aspettare nuove evoluzioni. Come l’anno scorso, i problemi dovrebbero infatti emergere a partire dalla tarda primavera quando si scoprirà che gli aiuti al lato finanziario dell’economia non hanno trovato meccanismi di trasmissione sul lato reale e si sono risolti in un ulteriore travaso di ricchezza dal secondo al primo. A quel punto il riaggiustamento dei valori sui mercati finanziari potrebbe anche presentarsi in maniera brusca; in ogni caso offrirà nuove opportunità di ingresso a prezzi decisamente più interessanti di quelli attuali”.