Metalli Industriali dopo le evoluzioni estive, quale direzione prevarrà?

Stiamo entrando in un periodo delicato e decisivo per gli approvvigionamenti 2020

Lo scenario che fa da sfondo ai mercati è di estrema complessità e, in funzione degli approvvigionamenti per le esigenze produttive del 2020, le aziende si interrogano su quale sarà la direzione dei prezzi, dopo un altalenante periodo estivo.

Se per per il comparto dei ferrosi c’è una soverchiante unanimità di consensi, a proposito di una ormai prossima fase di sensibile ribasso dei listini, sembra meno facile intuire quale potrà essere la futura direzione delle quotazioni per i non ferrosi che, reduci da un semestre molto difficile e volatile, a differenza dal siderurgico, hanno già pagato pesanti tributi, in termine di valore.

Le ragioni della recente divergenza tra l’andamento dei ferrosi e dei non ferrosi (di cui sovente abbiamo parlato nei nostri report) non sono particolarmente difficili da individuare ed esulano dal tema di queste brevi note per il blog.

Ciò che preme rilevare, invece, è che, in questo particolare momento, il futuro delle quotazioni dei metalli industriali sembrerebbe di nuovo molto meno legato di un tempo ai fondamentali specifici di ciascun metallo e molto di più al quadro internazionale generale, finanziario, economico, politico e geopolitico.


La nota dominante dell’attuale scenario è costituita dal (sorprendente) ritorno di politiche monetarie più che accomodanti, in tutti i maggiori Paesi del mondo, in un contesto di generale indebolimento dell’economia, ma con mercati azionari ed obbligazionari su valori storicamente estremi.

Al di là di altre contingenze del momento,il periodo di ripresa, nato per effetto di una straordinaria mole di stimoli, a seguito della crisi 2008 2009, sembrerebbe giunto al termine, lasciando inevasi molti interrogativi sulla futura sostenibilità del modello economico affermatosi negli ultimi decenni.

La parola, dunque, è di nuovo a Governi e banche centrali, ed ai loro comportamenti dovremo guardare, stavolta, per capire il futuro scenario dei metalli, a differenza di quanto avvenne a fine 2015, in occasione della nascita del più recente ciclo rialzista dei prezzi dei metalli stessi, che ebbe le sue basi, in prevalenza, in una eccessiva contrazione dell’offerta ed in una inattesa capacità di ripresa dell’economia cinese che, nelle circostanze odierne sembra difficilmente riproponibile. 

I margini di manovra di banchieri centrali e Governi, peraltro, sono oggi ben diversi che in passato ed è lecito domandarsi se e in che misura le manovre adottate potranno essere efficaci. Di quanto sopra e di altri interrogativi ci occuperemo nei nostri Report sui metalli, ma un’avvertenza è oggi d’obbligo: “allacciare le cinture”.

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