Italia, conti pubblici ed economia, le prospettive restano difficili – L’analisi di Mazziero Research

Lunedì 18 maggio uscirà l’ormai consueto Osservatorio trimestrale sui dati economici italiani pubblicato da Mazziero Research. Anche questa volta saremo i primi a poter diffondere il documento dalle pagine di Mercati e Futuro e desideriamo ringraziare gli autori dell’anteprima assoluta che regolarmente ci concedono.

Allo scopo di fornire ai lettori qualche breve anticipazione su temi e dati, dell’Osservatorio, oggi abbiamo conferito con Maurizio Mazziero, raccogliendone alcune opinioni e commenti che pubblichiamo di seguito, in estrema sintesi.

“La ripresa c’è, evidente, innegabile, la buona notizia è che la caduta, per il momento, si è fermata”, questo l’esordio dell’amico Maurizio. “I numeri trimestrali, +0,3%, tuttavia, non dovrebbero accendere eccessivi entusiasmi, per diversi motivi. In primo luogo si tratta di un dato trimestrale che, letto su base annua, è ancora pari a zero. In secondo luogo, questo miglioramento della congiuntura è da attribuirsi a fattori esogeni (calo del prezzo delle materie prime, rafforzamento del dollaro, iniziative della Bce), ma non all’azione di Governo, i cui tentativi (Jobs Act, defiscalizzazione dei contributi) ancora non hanno sortito effetti sensibili.

PIL

Le nuove assunzioni a tempo indeterminato, ad esempio, sono poche. I numeri parlano più di trasformazioni da una forma contrattuale all’altra. Dal lato della defiscalizzazione dei contributi, inoltre, c’è il rischio che la medesima possa diventare un costo, in assenza di una più robusta e solida ripresa economica.

Pure rispetto a quei benefici fattori esogeni che hanno fatto invertire la tendenza dell’economia italiana (e non solo), le incognite gravide di rischio non mancano. Si pensi, ad esempio, alla recente e forte ripresa dei corsi petroliferi, all’arresto della caduta del dollaro, o all’incipiente risalita dei rendimenti dei titoli di stato. Il DEF, infatti, prevede un prezzo del petrolio Brent di 57,4 $ e un tasso di cambio euro-dollaro di 1.0680, fino al 2019!

Inoltre, pare che sia in dubbio il gradimento di Bruxelles sul <<reverse charge>> dell’IVA e un’eventuale bocciatura (di questo o di altri provvedimenti) porterebbe altre difficoltà, facendo scattare aumenti d’imposte per effetto della clausola di salvaguardia.

Infine, sul tema più scottante, che è e resta quello del debito, pur tenendo conto della stagionalità del medesimo (nei primi mesi dell’anno tende a salire), le dinamiche in atto sono ancora fortemente preoccupanti, soprattutto nell’eventualità che la crescita del PIL non continui.

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Il recente record è stato di 2.184,506 miliardi. Le stime di Mazziero Research per il futuro sono ancora ispirate al pessimismo. Prevediamo, infatti, un nuovo record ed il raggiungimento di 2.194 miliardi.

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Anche uscendo dal Paese e guardando alla prospettiva internazionale, lo scenario che fa da sfondo alle vicende nazionali non ci lascia tranquilli. Più aumentano i pericoli relativi alla situazione greca, più l’Italia sarà esposta al rischio speculativo, con la possibilità di conseguenze molto gravi”.

L’appuntamento con l’OSSERVATORIO è per lunedì 18, in anteprima su Mercati e Futuro.

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