A seguito delle festività del Capodanno (fino Domenica 5 febbraio), il mercato era apparso inizialmente cauto, con movimenti bidirezionali, in attesa di nuove indicazioni sul futuro. Poi i prezzi hanno preso un orientamento chiaramente rialzista, soprattutto dopo i dati sulla bilancia commerciale cinese di venerdì 10 (dai quali sono emerse anche importazioni record per il ferro e altre materie prime).
Prezzi in forte rialzo al London Metal Exchange, per i metalli non ferrosi, in chiusura di settimana, dopo alcuni giorni di assestamento, con andamento irregolare. Volumi in crescita e un evidente intervento della speculazione, con i traders che a sorpresa sono intervenuti in acquisto, in un momento (venerdì, chiusura di settimana) che di regola vede prevalere le vendite di realizzo, approssimandosi il week-end.
Quotazioni contrastate e volumi in calo per i non ferrosi, in una settimana che ha visto ritirarsi gli operatori cinesi per un lungo periodo di festività (fino al 6 febbraio), in occasione del Capodanno lunare, che ci condurrà nell’anno del Gallo di Fuoco.
Il mercato cinese dei prodotti siderurgici corre a briglia sciolta, il resto del mondo sta a guardare perplesso, i più autorevoli commentatori riprendono a parlare d’irrazionalità di questi movimenti, di “bolla” dei prezzi che, inevitabilmente, finirà per scoppiare, travolgendo coloro che, per avventura, se ne fossero fidati.
Un fattore esterno, di natura tecnica, ha improvvisamente condizionato il mercato dei metalli non ferrosi, generando molta tensione e una reazione a catena, fatta anche di comportamenti obbligati, o meno riflessivi di quanto sarebbe opportuno. Il blocco del sistema telematico LME, per assenza di connessione, ha creato molte difficoltà, in settimana, soprattutto ad operatori asiatici.
Nelle ultime ore, forti acquisti di ferro e prodotti siderurgici quotati hanno portato ad un’impennata dei prezzi, al mercato di Dalian e Shanghai. La ragione del movimento risiede nell’annuncio di ulteriori tagli produttivi nella provincia di Hebei (dove si produce un quarto di tutto l’acciaio cinese). La notizia parla di un taglio di 31.86 milioni di tonnellate.
Nella calma assoluta che contraddistingue il mercato, in questo periodo festivo (a dire il vero in Italia nulla si muove da tempo, indipendentemente da feste o altro), qualcuno non lontano sta comprando rottame, a prezzi crescenti (anche di molto) e senza badare a spese.
Non si tratterebbe di piccole quantità, tra l’altro, ma di ingenti forniture che vengono letteralmente risucchiate da una certa zona geografica. Con quale destinazione?
Pubblichiamo qualche spunto dal nostro Report settimanale Acciaio, Ferro, Mercato siderurgico, inviato a nostri clienti lo scorso martedì 20. Cogliamo l’occasione per ringraziare i tanti clienti e lettori che si sono complimentati con noi per aver anticipato, fin dal suo nascere, a inizio 2016, l’attuale tendenza del mercato siderurgico internazionale.
Pubblichiamo l’introduzione al nostro Report settimanale Acciaio, Ferro, Mercato siderurgico, appena inviato a nostri clienti. Cogliamo l’occasione per ringraziare i tanti clienti e lettori che si sono complimentati con noi per aver anticipato, fin dal suo nascere, a inizio 2016, l’attuale tendenza del mercato siderurgico internazionale.
Così iniziava uno dei nostri ultimi Report sul mercato siderurgico internazionale:
“(…) Il mercato cinese del ferro e dell’acciaio continua a crescere in modo tanto robusto quanto inatteso dalla grande maggioranza degli operatori nel mondo, che si trovano del tutto impreparati e disorientati nel gestire la tendenza in atto.