I traders di metalli non ferrosi si stanno muovendo con circospezione a Londra, in questo primo pomeriggio di venerdì, quando mancano ormai poche ore alla chiusura delle contrattazioni. Il mercato è giustamente vigile, cauto, visto lo scenario internazionale così complesso ed enigmatico, ma le possibili sorprese dovrebbe essere, a nostro avviso, la chiave più ragionevole per affrontare questi mercati.
La perdurante fiacchezza del quadro economico-finanziario internazionale sembrerebbe proporre un itinerario già scritto per le quotazioni dei metalli non ferrosi ma, al tempo stesso, alcuni fattori potrebbero agire in direzione contraria a quella che sembrerebbe più ovvia. L’andamento del dollaro, ad esempio, che negli ultimi tempi sembrerebbe maggiormente amico delle commodities, ma non solo.
Si tratta di una misura già adottata in passato e non risolutiva come, peraltro, tutte le manovre finalizzate ad alterare il naturale rapporto tra domanda ed offerta per consumi reali, ma nel breve termine ha un effetto sensibile, anche perché spinge i ribassisti alle ricoperture di posizione.
Nel frattempo il mercato appare contrastato e, alle 14.10, mentre scriviamo, il rame cerca con fatica di fronteggiare i ribassisti e resiste in area 4.540 $, l’alluminio, il nichel e lo stagno si distinguono con buoni spunti e si trovano, rispettivamente, a 1617 $, 9.070 $, il piombo è stabile a 1.713. Lo zinco, leader delle ultime sedute, vede forti correnti di realizzo che spingono i prezzi di nuovo sotto 2.000$.
Qui ci fermiamo, per i lettori del Blog. Di questo ed altro parleremo nei nostri Report ai clienti, domani.

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