Materie Prime, il passato si ripeterà?

Pubblichiamo di seguito un passaggio del nostro Report mensile di aprile sul mercato delle materie prime.

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<< Il recente andamento delle borse è stato nervoso e volatile. Le quotazioni dei principali indici mondiali sono a livelli storicamente estremi, in alcuni casi, in altri comunque molto elevati. Il mercato obbligazionario si trova in una situazione simile, nella quale i titoli ritenuti più appetibili hanno raggiunto addirittura un rendimento negativo, in ragione dell’imponente domanda, in un contesto di tassi ufficiali prossimi allo zero.

A questo punto, tenuto conto dell’immensa massa di liquidità in circolazione sui mercati finanziari, che non è in alcun modo destinata a diminuire, a breve né a medio termine, si potrebbe pensare ad un ripetersi di quanto avvenuto a metà del decennio scorso, quando gli operatori finanziari iniziarono a destinare al comparto delle materie prime (ormai stabilmente elevate ad asset d’investimento) quote crescenti di capitali, in assenza d’alternative e visti gli elevati livelli (e i possibili rischi) dei mercati azionari.

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Sebbene ciò non appaia giustificato dall’andamento delle economie, un simile movimento è possibile e naturale, per effetto della liquidità in circolazione come fu, con grande evidenza e clamore, a metà del decennio scorso, appunto. La recente impennata dei corsi petroliferi (giustificata dalle cronache in base a motivazioni legate alle dinamiche della domanda-offerta) potrebbe essere un fatto anticipatore e potrebbe rappresentare, semplicemente, un travaso di liquidità dai mercati azionari a quelli delle commodities. I bassi prezzi delle materie prime, nonostante la debole congiuntura internazionale, contengono i rischi di tale investimento entro livelli accettabili, in ragione della liquidità in circolazione.

Rinnovate aspettative di ripresa dell’economia cinese o di nuovi stimoli che Pechino potrebbe adottare stanno già facendo la loro parte. Una continuazione della ripresa del tasso di cambio euro-dollaro finirebbe per favorire un simile movimento.  Qualora l’ipotesi si verifichi effettivamente il movimento dei prezzi avrebbe un carattere prevalentemente speculativo e non legato al tono della reale domanda per consumi (…) >>.

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