MERCATI IN TENSIONE, nonostante i dati sull’occupazione negli USA. Il dollaro continua a comprimere i prezzi delle materie prime, nuovo crollo per petrolio e oro.

Qualche spunto dai Report settimanali di oggi, sabato 4 ottobre sui metalli non ferrosi.

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“La dinamica delle scorse settimane si ripete senza sorprese né variazioni. I mercati finanziari restano molto fragili per l’azione combinata dell’incertezza del quadro economico generale e delle tensioni geopolitiche, mentre il continuo rafforzamento del dollaro nei confronti di tutte le altre valute aggrava il generale nervosismo (la moneta americana tende spesso a rafforzarsi quando la  propensione al rischio diminuisce).

Investitori e traders (…) e, per quanto riguarda le materie prime, i compratori delle aziende tendono a non intraprendere nuove iniziative, pensando di potersi approvvigionare a condizioni ancora migliori in futuro.

Tutti i mercati fremono, dall’azionario all’obbligazionario a materie prime e preziosi. Su questi ultimi e, in particolare sull’oro, si è abbattuta violentemente la mano ribassista che ha spinto i prezzi ai minimi da 9 mesi, secondo una nostra precisa previsione di lunga data. Il petrolio WTI cade sotto i 90 $, anche qui come previsto nelle nostre indicazioni.

Riteniamo, peraltro, che le discese non siano affatto terminate e che il potenziale ribassista dai livelli correnti sia ancora notevole.

Mercati dei metalli industriali a breve termine

In tale contesto generale il mercato dei metalli industriali è rimasto debole, fragile, poco liquido, con gli operatori sulle difensive e pronti a seguire la tendenza che verrà al rientro degli operatori cinesi dopo le festività della Golden Week (che terminerà il prossimo 7 ottobre). Si spera che la convenienza dei prezzi correnti porti nuovo interesse dai compratori cinesi ma, nello stato in cui versa l’economia e con il riaccendersi delle tensioni legate allo scandalo derivante dalle inchieste presso il porto di Qingdao (che ha comportato un forte rialzo dei costi per finanziarsi, usando come strumento  le materie prime) qualsiasi ripresa dei corsi dovrebbe essere temporanea, mentre il mercato dovrebbe essere orientato, in ogni caso, a nuovi minimi (…)”.

(…)”

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