Alluminio, prezzi deboli, si spegne l’entusiasmo sui tagli di produzione cinesi

Dal nostro Report Alluminio Primario 17 giugno 2017

 

 

“(…) I movimenti del prezzo (LME a 3 mesi), da fine maggio, sono caratterizzati da massimi e minimi decrescenti, nel tempo. Tale fatto non è di buon auspicio per il futuro, a maggior ragione ora che una soglia di grande importanza (1.880) nell’analisi tecnica dei prezzi, è stata violata.

 

Il mercato sembra aver decisamente cambiato umore a proposito della situazione cinese e in particolare sulla prospettiva di una riduzione dell’offerta dovuta a tagli produttivi e razionalizzazione delle produzione, che era stata fonte di grande entusiasmo, nella prima parte dell’anno.

 

Tale mutamento di sentiment è avvenuto in modo graduale, ma di recente c’è stata un’accelerazione dovuta, principalmente, al forte aumento delle esportazioni cinesi di prodotto grezzo e semilavorati, registrato negli ultimi mesi.

 

Anche il mercato dei premi sta manifestando, inequivocabilmente, chiare prospettive di debolezza.

 

I cali delle scorte registrati all’LME, peraltro, non sembrano fornire particolare supporto alle quotazioni, non essendo ritenuti un indicatore di assoluta efficacia, sia perché tanto metallo potrebbe essere custodito in magazzini fuori dal circuito della borsa di Londra, sia perché il mercato ben ricorda diverse anomalie e ambiguità degli ultimi anni, a proposito delle scorte, che crearono false apparenze, disorientando gli operatori.

 

La linea dei 1.880$ è stata ormai violata e occorre prepararsi alla possibilità di una evoluzione negativa, in direzione di quota 1.860-1.830-1.800.

 

Viste e considerate tutte le condizioni dell’attuale scenario, riteniamo probabile un movimento dei prezzi a breve termine, in un’area di valori compresa tra:

1.895 e 1.840$.

Per scenario e dinamica di lungo periodo rinviamo ai nostri report annuali e mensili (…)”.

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