Acciaio: qualche spunto tratto dagli ultimi Report Settimanali

“(…) primi timidi rialzi per i prezzi dell’acciaio.

Le incertezze sullo stato reale dell’economia cinese non sono state ancora chiarite, tuttavia si ritiene che il Governo potrebbe essere spinto verso un nuovo sostegno al settore siderurgico, considerato troppo strategico per la Cina per essere abbandonato a se stesso. (…)”

“(…) Le nostre previsioni vedono un possibile (…). Siamo vicini a punto minimo stagionale per le quotazioni (…)”.

Il numero uno del settore, ArcelorMittal, ha annunciato una nuova perdita per il secondo trimestre. Il calo delle vendite in Europa e negli Stati Uniti ha cancellato l’utile di $1,02 miliardo registrato nel secondo trimestre del 2012 e prodotto una perdita di $780 milioni. La produzione totale trimestrale è scesa del 1,8% a 21,7 MMT. Il gruppo ha voluto riconfortare i suoi investitori assicurando che il peggio è alle spalle e la continua crescita della domanda cinese dovrebbe riportare i conti in equilibrio (…)”.

“(…) Conclusa la fusione con la borsa di Hong-Kong è arrivata l’ora per il London Metal Exchange di rivedere alcuni suoi modi di funzionamento a cominciare dalle billette di acciaio (…)”.

“(…) Il mercato delle billette prodotte nel bacino del Mare Nero ha beneficiato del rinvigorirsi delle quotazioni del rottame. Le vendite sono state  concluse sempre più vicino alle offerte di $ 515 FOB avanzate dai produttori. In particolare, la forza dell’euro ha consentito la vendita di due lotti di dieci mila tonnellate di billette in provenienza dalla Ucraina a $512 FOB Mariupol per l’Italia. Le scorte di billette nell’area geografica sarebbero basse e potrebbero consentire nuovi progressi. La tendenza sarà più chiara dopo la fine (ormai vicina) del Ramadan (…)”.

“(…) Le quotazioni dei futures sul rebar di Shanghai si sono stabilizzate intorno ai $600 per tonnellata. Le incertezze sull’andamento dell’economia cinese (…).

Per questi motivi, anche in presenza di nuove difficoltà per i prezzi delle materie prime, le quotazioni del rebar dovrebbero perdere terreno solo temporaneamente (…)”.

“(…) I dati economici globalmente positivi in uscita negli Stati Uniti hanno aiutato i produttori a rivedere i prezzi degli HRC al rialzo. Anche se il quadro non è abbastanza forte da rividere i piani della politica monetaria locale già da settembre, il tasso di dissocupazione è comunque sceso al 7,4% (minimo da dicembre 2008).

“(…) Il prezzo degli HRC nel Sud Europa non poteva (…). I problemi legati alla domanda locale rimangono, ma i prezzi dovranno, prima o poi, allinearsi alle tendenze globali (…)”.

“(…) Vi preghiamo di notare quanto si sia appiatita la curva dei prezzi futuri dei rottami estrapolata dalle quotazioni “swaps”. Il fenomeno è senza dubbio un segno di forza per le quotazioni a breve (…)”.

“(…) In relazione al comparto siderurgico cinese, si ricorda che esso è stato, tradizionalmente, uno dei maggiori beneficiari delle “larghezze” dell’apparato politico economico locale; il settore in cui la corsa alla produzione e allo sviluppo degli impianti ha portato a un surplus strutturale che si protrae ormai da quasi un ventennio; in un contesto del genere, bisogna sottolineare che è sempre più marginale la profittabilità per i produttori cinesi, cosa confermata dalla CISA (China Iron & Steel Association) che per il primo semestre dell’anno ha annunciato per gli 86 maggiori players un margine medio degli utili intorno allo 0,13%, che rappresenta il valore più basso di tutte le industrie cinesi.

Il rallentamento in corso potrebbe spingere sempre più produttori locali verso l’export; nello specifico si stima che nei prossimi anni la Cina esporterà ogni anno un volume compreso tra i 30 e i 50 MMT, un valore modesto se parametrato alla produzione totale del paese ma che diventa rilevante considerando quelle che sono le attuali esportazioni di paesi tradizionalmente fornitori come Russia, Giappone e Corea del Sud.

Sul versante USA, la bancarotta della città di Detroit ha di nuovo messo in luce le difficoltà economiche generate dagli impegni finanziari legati alle prestazioni pensionistiche e sanitarie concesse nella industria automobilistica, negli anni d’oro.

La United State Steel Corporation che è la società siderurgica più grande della nazione conferma le difficoltà che sta attraversando tutto il settore, annunciando perdite per la quinta volta negli ultimi sette trimestri; ricordiamo ai nostri lettori che in realtà la produzione di acciaio è in territorio positivo, favorita dalla ripresa dei consumi e dal minor costo energetico consentito dallo “Shale Gas”; tuttavia, anche in questo caso, le provvigioni impiegate per la copertura del fabbisogno pensionistico sono alla base del risultato negativo (…)”.

Invitiamo le imprese che ci leggono ad un periodo di prova gratuita dei nostri reports su Acciaio, Metalli non Ferrosi e Euro-Dollaro (Cambi). Per attivare la prova basta farne richiesta a:

mg@mercatiefuturo.com

(Le prove gratuite si riferiscono solo ai reports settimanali e non agli elaborati annuale e mensili con previsioni a 12 mesi).