Euro-Dollaro, nota delle ore 22:00

L’euro ha di nuovo seguito le ipotesi formulate per le quali rinviamo agli articoli precedenti.

Oggi si è tenuta la riunione della Bce. Tassi invariati allo 0,75%, ma le cronache finanziarie hanno riferito in merito a toni del Governatore Draghi che lascerebbero pensare ad un prossimo nuovo allentamento dei tassi.

In proposito, riveliamo un passo dal nostro report valutario inviato ai clienti Domenica 2 dicembre, a proposito della settimana in corso:

“(…) in settimana, la presenza delle riunioni di politica monetaria di 5 banche centrali (Australia, Canada, Nuova Zelanda, Gran Bretagna, Unione Europea) dovrebbe portare una certa volatilità (…)”.

“(…) Le riunioni della Fed americana e della Banca centrale svizzera, la settimana successiva, consentiranno di completare l’interessante quadro delle prospettive future, a livello di orientamento dei banchieri, dopo la recente riunione della Autorità monetaria giapponese, nei giorni scorsi (…)”.

“(…) Le nostre previsioni in merito sono di una continuazione dell’orientamento oltremodo espansivo in tutto il mondo e non escludiamo che la Bce possa lasciar intravedere un ulteriore allentamento dei tassi europei, sotto lo 0,75% attuale”.

L’euro si trova ora (alle 22:00) in zona 1.2960-1.2970 con un minimo della giornata a 1.2950, zona prossima ad un supporto delicato; la qual cosa farebbe pensare alla presenza di stops degli operatori rialzisti al di sotto di questo livello. Tale fatto ci farebbe optare per l’ipotesi di una continuazione della discesa, almeno fino all’area 1.2920-1.2880, allo scopo di rimuovere detti stops e riequilibrare il mercato, in attesa dell’importante evento di domani, ovvero i dati sull’occupazione negli Stati Uniti, per i quali si veda il commento breve nell’articolo precedente (che per comodità riportiamo di seguito):

“Tra i molteplici fattori da considerare, nei prossimi giorni, la possibilità di un numero inferiore alle attese per l’occupazione americana (dato di venerdì 7) visto che la componente “occupazione” dell’indice PMI comunicato nei giorni scorsi non era forte (forse anche a causa del recente uragano Sandy).

Il dato sull’occupazione USA di venerdì prossimo dovrebbe dare un orientamento direzionale più preciso al cambio, dopo una fase di consolidamento”.

L’ evoluzione della politica italiana sembrerebbe destinata ad accrescere la volatilità, nei prossimi giorni, ed anche a questo tema dedicheremo spazio nei nostri nuovi reports settimanali di Domenica 9 dicembre.

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