Metalli non ferrosi e acciaio, prezzi in attesa di un segnale chiaro

Mercati azionari deboli e petrolio in discesa, nella giornata di oggi, non sono un buon presupposto per migliori quotazioni dei metalli ferrosi. Questi ultimi, tra le altre cose, hanno visto i compratori cinesi ancora piuttosto riluttanti all’acquisto, al rientro dalla settimana festiva per il nuovo anno lunare. L’euro, al contrario è in deciso recupero ed attualmente sta spazzando via gli stops degli ultimi ribassisti, verosimilmente in area 1.3220 – 1.3250 confermando per l’ennesima volta un fatto che abbiamo costantemente rilevato, dallo scorso anno, ovvero che la scommessa di una discesa significativa per questo cambio appare troppo facile per poter funzionare davvero…Ciò nonostante i tanti abbandoni di posizioni ribassiste rilevati la scorsa settimana dalla CFTC. Non possiamo dir molto sulla tendenza ipotizzata, in quanto materia riservata ai clienti, ma Vi ricordiamo che, ancora per un po’, il sito degli amici di selftrading sarà aperto al pubblico e liberamente consultabile da chiunque.

Anche in presenza di certi recenti dati economici positivi, in vari paesi, lo scenario resta di forte preoccupazione per le future sorti della congiuntura, per l’economia reale. Che ci possano essere solidi e duraturi passi in avanti è quantomeno dubitabile, almeno così si potrebbe leggere, a contrario, nelle politiche monetarie adottate nei maggiori paesi del mondo, che restano estremamente espansive in Stati Uniti ed Eurozona, con la Cina di nuovo in fase di virata verso atteggiamenti meno restrittivi. Dalla scorsa estate avevamo messo in conto sia i nuovi stimoli dalla Fed che un mutato atteggiamento per il futuro da parte della People’s Bank of China. Quanto alla Bce, oltre alla possibilità di un nuovo taglio dei tassi, i mercati si attendono altre copiose immissioni di denaro, a breve.

Nei nostri reports di questa settimana per i clienti siamo ritornati su un tema al quale da molto tempo non avevamo più dedicato attenzione (per motivi precisi) ovvero l’andamento del costo dei noli per il trasporto di merci secche, buon indicatore delle prospettive economiche globali. Ebbene, il tracollo di questo indicatore impone seri dubbi sul futuro passo della congiuntura, nei maggiori paesi del mondo, e risulta in stridente contrasto con l’andamento delle materie prime più legate ai cicli. Contrasto apparente, a nostro avviso, perché le materie prime (ed in particolare alcuni metalli non ferrosi) sembrerebbero di nuovo fondare le loro performances più su fattori di carattere finanziario (larghezza delle politiche monetarie e debolezza del dollaro) che su altro, come ad esempio l’economia reale. Lo scenario economico reale che fa da sfondo ai movimenti dei mercati, infatti, appare ancora pesantemente gravato da numerosi rischi di carattere strutturale al cui confronto anche i già citati recuperi di certi indicatori economici, in vari paesi, appaiono trascurabili.

Quanto ai prezzi dell’acciaio,  brevi stralci dal nostro report di ieri:

(…) “la scorsa settimana ha visto una ripresa delle attività piuttosto lenta, dopo la pausa per le festività cinesi. I timori sulle prospettive in Europa e l’attuale fase di rallentamento cinese hanno pesato sugli scambi. Il mercato statunitense (…). (…) Il prezzo delle billette quotate a Londra continua a scendere, anche in concomitanza della tendenza del rottame ferroso in Turchia. L’ondata di freddo sull’Europa potrebbe rendere le quotazioni più volatili. Il prezzo delle billette per contanti è comunque sceso sotto i 400 $”.

L’andamento dei prezzi di questo bene nel 2011 fu pronosticato con forte anticipo e precisione, non solo nelle onde di prezzo registrate lo scorso anno, ma anche anche  nella minore volatilità dei prezzi di questo bene rispetto ai non ferrosi. E’ ora venuto il momento della verifica delle nostre previsioni di più lungo periodo anticipate ai clienti già nello scorso luglio e sulle quali dobbiamo mantenere il solito riserbo, in questa sede. Invitiamo però i direttori acquisti che ci leggono a richiedere un periodo di prova gratuita dei nostri reports previsionali su Alluminio, Acciaio, Rame, Nichel, Zinco, Piombo, Stagno, Euro/dollaro. Inviate richiesta a:

mg@mercatiefuturo.com

Quanto al rame, dopo il buono spunto di venerdì, in cui fu raggiunto il massimo settimanale (in una settimana priva di sorprese e con un precedente andamento entro una ristretta fascia di valori) il metallo rosso ha successivamente ripiegato per un ritorno di prudenza dei traders. La linea degli 8.680 $ (prezzi LME 3 mesi) terra di confine per i movimenti, era già stata testata con scarso successo a fine gennaio, anche se sarà il livello molto più importante degli 8.880$ a dirci di più e meglio, nel breve termine, sulle reali intenzioni del mercato. Per il momento, in questa sede, possiamo dire che la fascia di valori prevista per la settimana ha efficacemente contenuto i movimenti del prezzo.

Per nichel, zinco, piombo, stagno, in via di eccezione pubblichiamo brevi stralci dai nostri reports settimanali pubblicati ieri (ma terminati domenica 5). I prezzi sono London Metal Exchange a 3 mesi.

NICHEL

(…) “Prezzi in fase d’assestamento nell’area 21.500 – 20.550. Sarà ora di nuovo il rame a guidare il comparto, dopo che gli altri metalli hanno finalmente ridotto le eccessive distanze con il “rosso”.Verso l’alto, per il momento, quota 22.200 dovrebbe continuare a contenere il potenziale rialzista mentre, in direzione opposta, sarà il livello di 20.500 ad attirare i compratori, nei momenti di debolezza”.

ZINCO

(…) Nel breve l’area di prezzi di 2.180 $ dovrebbe frenare i rialzi, quella di 2.060 farà da sostegno nei momenti di debolezza.Per la nuova settimana ipotizziamo un range di 2.180 – 2.088 $.

PIOMBO

(…) “Unico metallo a vedere un forte incremento delle scorte LME in settimana, il piombo ha ritracciato parzialmente per chiudere l’ottava a quota 2.225 dopo che i prezzi avevano toccato minimi in area 2.145$. Siamo ora in una fase di consolidamento dei più recenti movimenti di recupero dai minimi e riteniamo che nel breve il metallo possa assestarsi tra un prezzo di 2.280 ed uno di 2.110 $ prima di una nuova evoluzione”.

STAGNO

(…) “Ci attendiamo un recupero ulteriore in area 25.000 $. Scorte in costante discesa ed a livelli minimi e tensioni sull’offerta indonesiana guidano i valori”.

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