Materie prime e metalli preziosi, aggiornamento

Crollo dei prezzi dei metalli di base, del petrolio, dei metalli preziosi, con i toni tipici di una liquidazione in massa delle posizioni. Evidentemente i passi compiuti in precedenza non erano avvenuti su basi solide (come testimoniavano le fasi più recenti, fatte di esagerate oscillazioni dei prezzi, nei due sensi).  Da un po’ di tempo facevamo fatica a comprendere le più recenti dinamiche di questo ciclo rialzista delle materie prime nato a fine 2008 sulle ceneri della crisi finanziaria. Avevamo chiaramente ed inequivocabilmente manifestato opinioni ampiamente positive sulle commodities, in tempi non sospetti (da inizio secolo) e l’ultima volta, appunto, nei reports per i nostri clienti, a cavallo tra 2008 e 2009. In sintesi, ritenevamo che le prime a riprendersi dallo shock sarebbero state proprio certe commodities (metalli di base) sulla base dell’azione combinata delle straordinarie misure di rilancio economico adottate dai governi di tutto il mondo, tassi rasoterra, dei promessi acquisti governativi cinesi, della svalutazione monetaria, del blocco degli investimenti minerari, di appetiti finanziari, ecc.

Ad un certo punto del 2010, tuttavia, metalli di base (in particolare rame) e petrolio, pur avendo ormai incorporato tutto quanto di più positivo c’era nella situazione dell’economia internazionale, cominciarono a non curarsi, se non per brevi momenti, di un cospicuo numero d’insidie e fattori negativi che minacciavano lo scenario internazionale (dalla perdurante crisi del settore immobiliare USA all’inflazione, soprattutto in Asia, fino a crisi dell’euro, al venir meno degli effetti dei piani di stimoli e contrazione del credito, fino alle tensioni geopolitiche ed al terremoto giapponese). Si era tornati ad una situazione non dissimile da quelle degli anni precedenti, tra crescenti segnali di una nuova fase di boom, soprattutto delle attività finanziarie e d’investimento legate alle materie prime. Tale fase si è protratta fino ad oggi, anche se più recenti sviluppi hanno visto preferire i metalli preziosi ed in particolare l’argento, rispetto alle materie prime più propriamente dette. Anche di recente i mercati non hanno preso in considerazione che per pochi giorni (o poche ore) certi netti cambiamenti di scenario decisamente poco favorevoli, in prospettiva, al complesso delle materie prime più legate ai cicli. Si pensi ad esempio alla politica monetaria nei paesi BRIC, i maggiori consumatori di certe fondamentali commodities, oppure al problema inflazione o ancora ai segnali di rialzo dei rendimenti dei titoli governativi statunitensi. Ci fermiamo qui, ma gli esempi potrebbero continuare. Difficile comprendere perché il ciclo dei mercati si sia di nuovo evoluto in questo modo e di recente trascinato avanti, anche in presenza d’importanti indizi che l’appeal delle materie prime era sempre meno da attribuirsi allo sviluppo cinese, rispetto ad altri fattori. L’assenza di una fase di vera e diffusa euforia, rispetto ad altre situazioni del passato, potrebbe spiegare alcuni aspetti dell’enigmatico cammino compiuto dai mercati, soprattutto nell’ultimo anno, di questa rinnovata tendenza unidirezionale capace di sfidare qualsiasi ostacolo o insidia.

Sarà il caso di ricapitolare un po’ le diverse fasi dei mercati? Lo faremo nei prossimi giorni, in modo molto elementare e certo non per gli esperti del settore, ma forse l’argomento potrebbe interessare molto ad alcuni dirigenti d’azienda che ci hanno contattato di recente.